L'area cimiteriale e il casale in località S. Giovanni Piscopìo, Cutrofiano (Lecce)

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L'area cimiteriale e il casale in località S. Giovanni Piscopìo, Cutrofiano (Lecce)
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  199 Archeologia MedievaleXXXV, 2008, pp. 199-239 L’area cimiteriale e il casalein località S. Giovanni Piscopìo, Cutro�ano (Lecce) a cura di Brunella Bruno con testi di Paul Arthur*, Brunella Bruno*, Valeria Camilleri*, Florin Curta**,Marco Leo Imperiale*, Salvatore Matteo***, Luciano Piepoli*, Marisa Tinelli* 1. INTRODUZIONESan Giovanni di Piscopìo è ubicato a meno di 2 km, asud-est del paese di Cutro�ano a sud di Lecce, situato inposizione quasi centrale tra la sponda adriatica e quellaionica del Salento ( �g. 1).L’intervento archeologico realizzato in loc. San Gio-vanni di Piscopìo nel 2006 è stato condotto in condizionidi emergenza dopo che l’area era stata interessata daun’intensa attività di mezzi meccanici per la messa a col-tura di alberi di ulivo che avevano intaccato le evidenzearcheologiche 1 . L’area indagata copre una super�cie dicirca 14.000 m², in gran parte caratterizzata dal banco diroccia af�orante, circondata da uliveti 2 . Questa ha resti-tuito testimonianze relative ad un cimitero di età romanaimperiale ed altomedievale, descritte di seguito. A pochimetri di distanza doveva sorgere il casale di Piscopìo( Casale Episcopii ) in età basso medievale, le cui evidenzesaranno presentate alla �ne di questo contributo.Il sito si colloca all’interno del vasto territorio comu-nale di Cutro�ano ricco di testimonianze archeologiche,alcune delle quali attestano una lunga fase di frequenta-zione, dall’età romana �no a giungere ai villaggi di etàmedievale 3 ( �g. 2). In contrada Badia, a nord-ovest delcentro abitato, le indagini di super�cie condotte negliultimi anni hanno contribuito ad una maggiore visibilitàdelle evidenze archeologiche dell’area, soprattutto inrelazione ad un complesso di notevoli dimensioni arti-colato in più edi�ci di età imperiale, forse riferibile adun vicus. Allo stesso sito sono da ricondurre i numerosiframmenti di ceramici datati tra IV e VI secolo 4 . Da uncontesto cimiteriale provengono, verosimilmente, le due�bbie in lega di rame di età altomedievale rinvenutenell’area, ma senza una localizzazione precisa 5 . Ad etàbasso medievale si riconducono i frammenti di ceramicarinvenuti nella stessa località, con una cesura spazialerispetto all’insediamento tardoantico. Il toponomino Badia riferisce ad un’abbazia medievale menzionata nellefonti documentarie del Cinquecento come Abbadia del Calaure o Caloere 6 . La vicenda insediativa di contradaBadia continua �no alle soglie dell’età moderna conla costruzione della masseria che prende il nome dallalocalità.Il materiale ceramico raccolto in contrada Castelli, asud-est di Cutro�ano, attesta l’esistenza di un insedia-mento già in età romana ( mansio o villa? ), con una lungafrequentazione dalla media età imperiale �no al V secolo,per diventare nel corso del medioevo il luogo del casale diPetrore 7 . Da contrada Castelli proviene un sarcofago inpietra calcarea, oltre ad una lastra tombale con acroteri.L’uso funerario dell’area continua nell’altomedioevo conil rinvenimento di una �bbia in lega di rame datata alVI secolo circa, forse da associare ad alcune sepolture,sconvolte dai recenti lavori agricoli. Il rinvenimento diframmenti di intonaco dipinto di età medievale rimandaalla presenza di una chiesa, forse la chiesa del casaleattestato nel corso del XIII secolo e verosimilmenteabbandonato già nel corso del XV secolo 8 . B.B. * Dipartimento di Beni Culturali, Università del Salento.** University of Florida.*** Museo della Ceramica di Cutro�ano.  1 Si ringrazia il dott. Gian Paolo Ciongoli, Centro Operativo perl’Archeologia del Salento, per aver sollecitato l’intervento del prof.Paul Arthur (Insegnamento di Archeologia Medievale, Dipartimento diBeni Culturali, Università del Salento). Lo scavo è stato eseguito sottola direzione scienti�ca del dott. G.P. Ciongoli e del prof. P. Arthur, ecoordinato sul campo da chi scrive. La dott.ssa M. Tinelli, in qualitàdi responsabile della documentazione gra�ca, ha coordinato il rilievotopogra�co dell’area con la stazione totale ed i rilievi delle evidenze,mentre il dott. M. Rizzo, la dott.ssa C. Portulano e la sig.na I. Citohanno composto l’equipe di scavo. L’intervento, realizzato nel maggiodel 2006, non sarebbe stato possibile senza il contributo �nanziariodel Comune di Cutro�ano ed il costante appoggio dell’arch. GianluigiRusso, responsabile del Settore Tecnico del Comune. Salvatore Matteo,direttore del Museo della Ceramica, ha quotidianamente condivisocon noi l’evolversi dello scavo. Siamo grati al prof. Benegiamo, nellacui proprietà ricade parte del cimitero di età altomedievale, per averciconcesso di documentare le sepolture ormai violate. Un ringrazia-mento, in�ne, ai ragazzi della locale sezione di Legambiente che perprimi hanno segnalato l’attività delle ruspe nell’area di San Giovanni.Le illustrazioni a corredo del presente contributo sono a cura di B.Bruno, P. Caprino, M. Tinelli e M. Rizzo. Si ringrazia Luigi Cesari diCutro�ano, per aver gentilmente concesso alcune foto scattate a SanGiovanni alcuni anni fa. 2 Una preliminare presentazione dei risultati è in B, T2008. 3 Per una prima e signi�cativa lettura delle evidenze archeologichenel territorio di Cutro�ano si veda M 1990. 4 G, L 2004, pp. 18-20. 5 A 1996, pp. 433-435. 6 Il primo studio del materiale ceramico di età medievale dacontrada Badia è in B D’A 1996. 7 Per la fase di età romana si veda M 1990, pp. 275-279. 8 A 1996, pp. 435-436.  200 NOTIZIE SCAVI E LAVORI SUL CAMPO �g. 1 – Carta del Salento con i principali luoghi citati nel testo. �g. 2 – Carta del territorio di Cutro�ano con alcuni dei siti diinteresse storico-archeologico. 2. L’INDAGINE ARCHEOLOGICAIl sito archeologico di San Giovanni era già notoper le tombe scavate nel banco di roccia af�orante edepredate negli ultimi decenni 9 ( �g. 3). La realizzazionedi una �tta maglia di buche, ben 355, per la messa a col-tura di alberi di ulivo con l’utilizzo di mezzi meccanici,non solo ha danneggiato le evidenze già note ed a vistanel banco di roccia, ma anche i depositi ancora sepolti.L’intervento archeologico ha previsto la documentazionedi ogni buca corredata dalle indicazioni riguardanti imateriali rinvenuti all’interno di ogni singolo taglio. Inalcuni casi si è proceduto allo scavo dell’area intornoalle buche per documentare integralmente le struttureintaccate. La veri�ca e relativa documentazione dellefosse ha messo in luce almeno tre periodi ben distinti diutilizzo dell’area.2.1 P I:  -Il Periodo I è attestato da abbondante ceramica adimpasto rinvenuta sia in super�cie sia nella pulizia deitagli delle buche. Questa ceramica è presente su tuttal’area con alcune concentrazioni da localizzare, inparticolare, nella parte settentrionale e meridionale delpianoro centrale di roccia naturale. In questo settoresono state messe in luce alcune fosse che al momentonon sembrano riconducibili ad una struttura ben precisa,contenenti frammenti di ceramica associati, in alcuni 9 Più di una segnalazione sulla presenza di sepolture alto medievalinell’area è in L 1993, p. 18, �gg. 7-10, con immagini dell’area edi alcune sepolture a corredo del testo. casi, a frammenti di ossa. La pulizia di una delle buche,ha messo in luce un silo di forma circolare (US 149),ben costruito e scavato nel banco di roccia, mancantedell’imboccatura, tranciata di netto per quasi 30 cm dallarealizzazione della buca. Il terreno di riempimento (US150) non ha restituito materiale diagnostico, lasciandoincerta la sua datazione ( �g. 4). Una prima ipotesi po-trebbe essere quella di assegnare il silo all’Età del Bronzo,anche in relazione al cospicuo spargimento di ceramicaad impasto rinvenuta intornoAlla stessa fase cronologica possono essere ricondu-cibili i tagli nel banco di roccia naturale situati quasicentralmente all’area indagata. A differenza di altri tagli,ancora conservati anche nelle immediate vicinanze, questisembrano essere di natura antropica, caratterizzati dauna modalità costruttiva abbastanza regolare. Si trattadi due tagli di forma semicircolare (US 321 e US 322),dal diametro di 20 cm ca. e profondi �no a 20 cm. I duefori sono poi collegati da una canaletta (US 415) lunga70 cm, e profonda 11 cm, anch’essa realizzata nel bancodi roccia af�orante. Potrebbero essere interpretati comeparte di una struttura più articolata ma, al momento,restano delle evidenze isolate.La ceramica rinvenuta copre un arco cronologicoriferibile all’Età del Bronzo, anche se non mancanoattestazioni più antiche. Al Neolitico, infatti, rimandanoalcuni frammenti tra cui un’ansa a rocchetto e pochiframmenti con decorazione ad impressione ( �g. 5) 10 . 10 Si ringrazia il prof. Girolamo Fiorentino, Insegnamento di Ar-cheobotanica, Dipartimento di Beni Culturali, Università del Salento,per aver visionato il materiale.  201 NOTIZIE PRELIMINARI DALL’ITALIA �g. 3 – Località San Giovanni di Piscopìo. 1. Stralcio del Fogliocatastale con indicazione dell’area indagata. 2. L’area negli anniOttanta (foto L. Cesari). �g. 4 – Periodo I. Il silo US 149. �g. 5 – Periodo I. Ceramica con decorazione ad impressione. Questi dati si vanno ad aggiungere al ritrovamentoin anni passati di una ciotola in ceramica ed un’ascettalitica, entrambi rinvenuti durante la pulizia della chiesarupestre di S. Giovanni (cfr. infra ), e forse provenienti dal-la stessa area interessata dall’indagine archeologica 11 . 11 L 1993, �gg. 11-12. 2.2 P II: L’  Il Periodo II si identi�ca con un primo utilizzo funera-rio dell’area 12 ( �g. 6). Questo è attestato, essenzialmente,nel settore meridionale, dove il banco di roccia scomparesotto uno strato di terreno che diviene più spesso lungoil limite meridionale dell’area indagata. Già in super�cieera evidente uno spargimento di frammenti di ceramica,in particolare Terra Sigillata Chiara. Ma la maggior partedella ceramica è stata recuperata durante la pulizia dellebuche recenti, la cui realizzazione ha fortemente com-promesso alcune tombe. Durante la realizzazione di unabuca (US 289) è stata intercettata una sepoltura (t. V),che ha restituito una scodella frammentaria in TSC Cdatata al III-IV secolo (cfr. infra ). A sud della tomba Vè stato rinvenuto un taglio di forma quadrata (US 342),compromesso anch’esso dalla costruzione della stessabuca. A pochi metri ad est del taglio US 342, sono situatedue sepolture (tt. XII, XIII) scavate nel banco di roccia,divise da un setto di roccia ed allineate tra loro. Le duetombe hanno subito un destino differente: la tombaXII è stata solo intaccata, mentre la successiva (t. XIII),è stata tranciata di netto nell’angolo sud-ovest. Dallatomba XIII proviene una lucerna �ttile della seconda 12 Per la descrizione dettagliata delle tombe e relative modalità diseppellimento si rimanda al paragrafo speci�co sul cimitero.  202 NOTIZIE SCAVI E LAVORI SUL CAMPO �g. 6 – L’area cimiteriale. metà del III-IV secolo d.C., oltre ad oggetti di ornamentopersonale (cfr. infra ).Una quarta sepoltura è stata individuata attraversola presenza di molte ossa umane frammentarie e pochiframmenti di ceramica rinvenuti sull’accumulo di terralasciato dalla ruspa, in prossimità di una buca realizzatalungo il limite meridionale dell’area. La pulizia della bucae relativo ampliamento dell’area, ha messo in luce quelloche restava del riempimento (US 425) di una tomba (t.XIV) di cui purtroppo non è stato possibile de�nire iltaglio, distrutto dall’azione del mezzo meccanico. Tra iframmenti di ceramica lasciati dopo il passaggio del mez-zo meccanico è stato recuperato un fondo di brocca diIII-IV secolo d.C. che, al pari di un frammento di lastra dicopertura, sembra riconducibile alla stessa sepoltura.L’ampliamento della stessa buca ha permesso di in-dividuare una seconda tomba (t. XXV), situata accantoalla precedente e meglio preservata.Le poche sepolture �nora individuate datano, sullabase dello studio dei materiali rinvenuti, all’età romano-imperiale, ma è pur vero che la distribuzione di ceramicain super�cie dello stesso periodo in questo settore è alta,il che potrebbe essere indice non solo della presenza dialtre sepolture, ma anche di altre strutture. Una spia diquesto è l’individuazione di una tomba (t. VII), quasicompletamente distrutta dall’azione della ruspa, ubicatatra il primo gruppo (tt. XII, XIII) ed il secondo più asud (tt. XIV, XXV). Anche della tomba VII, chiaramenteinfantile sia per le ridotte dimensioni della parte ancoraconservata, sia per la presenza di ossa riconducibili ad unindividuo infantile, non è stato possibile de�nire il tipo.Sempre nelle vicinanze è stata messa in luce, durante lapulizia di una buca, un taglio (US 407) perpendicolaread essa e rivestito lungo le pareti da uno spesso strato dimalta bianca, mentre il piano è ricoperto da uno strato dicocciopesto (US 408). Dal terreno accumulatosi nel taglio(US 409) proviene solo ceramica di età post-medievale emoderna, ma è pur vero che la zona è stata già oggettodi interventi pesanti �no ad anni recenti, quando è statocostruito un pozzo artesiano.2.3 P III:      Il cimitero altomedievale, con le oltre 20 sepolture�nora accertate rappresenta la terza e più consistentefase di utilizzo dell’area ( �g. 6). Le sepolture occupano,in gran parte, il settore centrale del pianoro, con un solopiccolo gruppo situato a ridosso del limite nord-ovestdell’area interessata dall’intervento archeologico, ma nonsi può escludere che uno scavo estensivo dell’intera areanon metta in luce altre tombe.Un piccolo gruppo di tre sepolture è situato a nord-ovestdell’area (tt. I, II e III). Le tombe I e II sono allineate tra diloro, divise da un setto di roccia largo 50 cm ca. e solo latomba II è stata tagliata da una buca. La tomba III, situataa poca distanza dalle precedenti, è stata appena s�orata daun’ennesima buca. Durante la costruzione della tomba, èstata intercettata una fossa dal taglio grossomodo circolare(US 473), riempito da terra rossa o bolo (US 474) che nonha restituito materiali, il che lascia ipotizzare che il tagliopossa essere di srcine naturale forse una vora . Di naturaantropica è certamente il foro di forma circolare (US 399)conservato a sud-ovest della struttura tombale.Nel pianoro centrale sono concentrate gran parte dellealtre sepolture. Un primo nucleo è situato lungo il limitemeridionale del pianoro, mentre il secondo, il più consi-  203 NOTIZIE PRELIMINARI DALL’ITALIA stente numericamente, lungo il limite settentrionale. Letombe del primo gruppo erano, come tutte le altre, privedelle lastre di copertura, e riempite da terreni eterogeneidi formazione recente, segno che le sepolture erano giàstate ampiamente svuotate. La presenza di licheni lungola super�cie della roccia sta, chiaramente, ad indicareche sono rimaste a vista per lungo tempo. Lungo il limitemeridionale del pianoro sono raggruppate almeno seisepolture, in gran parte intercettate durante la realizza-zione delle buche. La tt. VI e VIII, sfuggite alla distruzio-ne, sono simili alle sepolture precedenti, mentre ad unatipologia differente appartengono le altre sepolture dellostesso raggruppamento. La caratteristica predominante diqueste ultime è data dalla sezione trapezoidale, mentre lapianta segue un andamento sub-rettangolare (tt. IX, X).Entrambe le tombe sono state tagliate dalle buche recenti,e nel caso della t. IX questa è stata tranciata per metàraggiungendo il fondo. Dal terreno di riempimento dellat. IX (US 355) proviene, a differenza di quanto attestatoper le altre sepolture, una gran quantità di ossa umanedisarticolate e rimescolate, oltre a frammenti di ceramicaeterogenea. Probabilmente si tratta del terreno di riempi-mento srcinario rimescolato e ributtato dentro dopo laviolazione della sepoltura in tempi recenti. L’area, infatti, èstata, secondo quanto raccontato dai locali, oggetto delleattenzioni di scavatori clandestini per lungo tempo.L’ultima tomba (t. IV) di questo gruppo, se si escludele sepolture (tt. XXVI, XXVII) inglobate nella strutturaquadrangolare e la tomba XI completamente sepolta sottogrossi massi di roccia frutto dell’attività di sbancamento,è riconducibile nella tipologia alle sepolture del secondogruppo, scavate lungo il limite settentrionale del piccolopianoro. Si tratta di sepolture a pianta trapezoidale, con ilati diritti che si rastremano ad est scavate, al pari delle altre,nel banco di roccia af�orante. Queste sepolture (tt. XIX,XX, XXI, XXII, XXIV) costituiscono un gruppo omogeneoper modalità costruttive dotate sempre di un rozzo cuscinorisparmiato ad ovest sul fondo del contenitore. Prive dellalastra di copertura, anche queste sono state oggetto delleattenzioni di scavatori clandestini. In anni non lontani,nelle immediate vicinanze di questo raggruppamento sonostati raccolti, tra il terreno lasciato dai clandestini, i pochioggetti in metallo datati al VII-VIII secolo d.C. presentatiin questo contributo (cfr. infra ). Solo una tomba (t. XX)conservava traccia del riempimento srcinario (US 447)con parte dello scheletro di un individuo adulto non inconnessione anatomica, accantonato ad est.Almeno una tomba (t. XXIII) conserva all’esternoun foro per l’inserimento di un segnacolo funerario. Sitratta di un grosso foro circolare (US 464) situato a 21cm ca. dal limite meridionale della fossa tombale. Il foro(diametro 50 cm ca. e profondo 35 cm ca.) conservapareti diritte e fondo piatto, e il terreno di riempimento(US 465) ha restituito materiale mescolato tra cui pochiframmenti di ceramica acroma.Durante l’intervento archeologico sono state indivi-duate almeno altre quattro tombe (tt. XXVIII, XXIX,XXX e XXXI), anch’esse tagliate nel banco di rocciaaf�orate. Queste, già manomesse negli ultimi anni, sonostate posizionate, ma non indagate integralmente perdif�coltà oggettive.L’ultimo gruppo di sepolture è situato ad est delraggruppamento precedente, dove il banco di rocciatende a degradare. Le quattro tombe (tt. XV, XVI, XVII,XVIII), sono allineate tra loro lungo l’asse nord-sud. Lett. XV e XVI sono divise da un setto di roccia (larghezzamassima è di 90 cm ca.) e tagliate ad est da un fronte dicava (US 445), forse già in antico. Le tt. XVII e XVIII,pur mantenendo lo stesso allineamento, sono realizzatein maniera indipendente l’una dall’altra. Tutte e quattrole sepolture sono realizzate con l’orientamento canonicoest-ovest, ma con differenti modalità costruttive. B.B. 2.4 I  Quasi al centro del pianoro e circondato da un gruppodi tombe, è ubicata una struttura completamente scavatanel banco di roccia e mutilata dell’angolo sud-orientale dal-la costruzione di una buca per ulivi ( �g  . 7). La costruzione,di forma pressoché quadrata (170×160 cm ca.), si articolaall’interno con un gradino (US 351; largo 40 cm ca.; h: 40cm ca.) che corre lungo i lati nord ed est, mentre lungo irestanti lati il taglio (US 349) scende �no al fondo. Il taglio(US 349) era riempito da uno spesso strato di terreno (US350) che ha restituito solo materiale moderno. Lo stratoriempiva il taglio �no al piano della struttura (US 485) difattura regolare. Nel piano si apre, solo a ridosso dei latinord ed est, un taglio di forma grossomodo regolare (US365) largo 62×70 cm ca. e profondo 30 cm ca. dalle paretiche scendono a forma di cono rovesciato e tagliato. Lungole pareti sono ben visibili i segni lasciati da uno strumentodalla punta �ne utilizzato per la realizzazione di questo,mentre lungo la parete sud si legge un piccolo solco chescende �no al fondo piatto. Dal terreno di riempimentodella fossetta (US 364) proviene materiale eterogeneo.Il gradino situato a nord conserva lungo i bordi ested ovest un andamento trapezoidale, il che sembra ri-mandare alla presenza di una tomba (t. XXVI) tagliatanel momento in cui è stata scavata la struttura. Tra gliinterstizi naturali del piano del gradino è stata rinvenutauna moneta del tutto abrasa in bronzo datata alla secon-da metà IV-V secolo d.C. (cfr. infra ).Allineata a questa è una seconda tomba (t. XXVII),divisa dalla precedente da un setto di roccia largo 40ccm ca., di cui si conserva solo il tratto est mentre il re-sto è stato sfondato per la costruzione della struttura.Lungo il lato nord a 40 cm ca. dal bordo è situato unpiccolo foro di forma circolare (US 500) largo 10 cm ca.e profondo 9 cm ca.Quali erano la funzione e la datazione di questa struttu-ra? Per quello che riguarda il primo quesito, la forma qua-drangolare e l’articolazione interna con un gradino oltrealla piccola vasca realizzata sul fondo sembrano convergereper una sua identi�cazione come fonte battesimale.Vasche battesimali di questo tipo in ambito ruralesembrano essere poco comuni nella penisola italiana. Suun totale di 43 fonti battesimali censiti recentemente inambito rurale tra IV e VII secolo, solo sette presentanouna forma quadrata e sono distribuiti attraverso il ter-ritorio nazionale 13 . Nel territorio pugliese, l’unico fontecensito è localizzato a Belmonte, Altamura (BA), dove lavasca, scavata nel banco di roccia, ha una pianta quadratacon una scaletta a gradini su ognuno dei tre bracci ed il 13 F N, G 2001, p. 373.
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