La biblioteca papale nel Due e Trecento, in Storia della Biblioteca Apostolica Vaticana I La biblioteca dei pontefici dall'età antica all'alto Medioevo, a cura di Marco Buonocore, Città del Vaticano 2010 p. 73-108.

of 36
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information Report
Category:

Memoirs

Published:

Views: 12 | Pages: 36

Extension: PDF | Download: 0

Share
Description
La biblioteca papale nel Due e Trecento, in Storia della Biblioteca Apostolica Vaticana I La biblioteca dei pontefici dall'età antica all'alto Medioevo, a cura di Marco Buonocore, Città del Vaticano 2010 p. 73-108.
Tags
Transcript
  LA BIBLIOTECA PAPALENEL DUECENTO E NEL TRECENTOAgostino Paravicini Bagliani 05paraviciniCS5.indd 73 05paraviciniCS5.indd 73 10/20/2010 1:46:48 PM 10/20/2010 1:46:48 PM  Fig. 1. Vat. lat. 588: san Gregorio Magno,  Liber pastoralis , esemplare del sec. XII-XIII probabilmente di area romana; nell’iniziale miniatapapa Gregorio nelle vesti di in pontefice del sec. XIII nel suoi studio. 05paraviciniCS5.indd 74 05paraviciniCS5.indd 74 10/20/2010 1:46:53 PM 10/20/2010 1:46:53 PM  LA BIBLIOTECA PAPALE NEL DUECENTO E NEL TRECENTO | 75 2.  La perdita dell’antica biblioteca papale È forse paradossale, ma su circostanze e cronolo-gia di una così clamorosa distruzione non possediamoinformazioni esplicite. Eppure, la si deve ipotizzare,perché, come avremo ancora l’occasione di vedere da vicino, la biblioteca che Bonifacio VIII farà inventaria-re nel primo anno del suo pontificato (1295) è sostan-zialmente una biblioteca recente, contenente soltantoalcuni sparsi codici antichi, una situazione che nonriflette certo secoli di storia libraria e documentaria!Secondo Giovanni Battista De Rossi 4 , la bibliotecae l’archivio dei papi sarebbero stati depositati nell’XIsecolo in una torre — la Turris chartularia 5 — situataa est dell’Arco di Tito e presso il Settizonio. Il De Rossisembra essersi basato sullo stesso nome della torre peridentificarla come luogo di conservazione di materialilibrari e archivistici appartenenti alla Sede apostolica.Si tratta però di una congettura che non viene suffra-gata da nessuna fonte. L’argomentazione del De Rossiera inoltre la seguente: la Turris chartularia, affidataalla custodia della famiglia guelfa dei Frangipane, sa-rebbe caduta nel corso del secondo quarto del secolonelle mani della famiglia ghibellina degli Annibaldi,partigiani di Federico II, e in quella occasione sareb-bero stati distrutti gli archivi e la biblioteca dei papi.Questa tesi fu messa in discussione da Franz Ehrle inun importante articolo sulla storia dei Frangipane, poiin una nota aggiuntiva 6 . Il grande studioso della bi-blioteca dei papi nei secoli XIII e XIV faceva osservareche dalla testimonianza del cardinale Deusdedit, l’uni-ca cui aveva potuto ricorrere il De Rossi per sostenerela sua ipotesi, si poteva soltanto pensare che né tuttala biblioteca nè tutto l’archivio dei papi sarebbero statitrasferiti dal palazzo del Laterano alla Turris chartula- ria nel 1094, quando Urbano II era dovuto fuggire difronte ai seguaci dell’antipapa Clemente III e ripararenelle case fortificate dei Frangipane sulla Via Sacra 7 .Inoltre, affermava sempre Ehrle, anche quei docu-menti che seguirono Urbano II sul Palatino sarebberoritornati al Laterano quando il pontefice fu in grado direintegrare la residenza pontificia. Ehrle poteva quin-di arguire che al momento del suo crollo, la Turris chartularia non doveva più contenere documenti pro- venienti dallo  scrinium lateranense e che la perditadell’antica biblioteca (e dell’archivio) dei papi dovevaquindi essere imputata ad altra causa, un incendio, unsaccheggio, o altri eventi non noti. Riassumendo le po-sizioni dell’Ehrle, Auguste Pelzer considerò inaccetta-bile l’ipotesi secondo cui la biblioteca antica dei papifosse stata depositata nella Turris chartularia 8 : ILA BIBLIOTECA DI ETÀ GOTICA TRAINNOCENZO III, BONIFACIO VIIIE BENEDETTO XI Per la storia delle biblioteche papali del medievo,il secolo XIII occupa un posto rilevante e singolareper ragioni che non sono soltanto di natura libraria,ma anche di storia istituzionale e materiale 1 . Proprioall’inizio del Duecento, il tesoro librario e archivisti-co del papato andò infatti perduto, il che indusse ipapi a dotarsi di una nuova biblioteca il cui più anti-co inventario risale però soltanto agli ultimi anni delDuecento; nel corso di quel secolo, il papato conobbeuna straordinaria mobilità — tra Roma e le principalicittà dello Stato pontificio, e tra Roma e Lione (sededei due concili omonimi) — con ovvie implicazioniper il tesoro pontificio; inoltre, la biblioteca dei papidel Duecento non seguì la curia romana ad Avignone 2  e non entrò mai come tale nelle collezioni librarie delpapato trecentesco. 1.  Antichi inventari? Alla fine dell’Ottocento, lo storico tedesco RobertDavidsohn, basandosi su un’affermazione di Ben venu-to Cellini, aveva ipotizzato che già verso la metà dell’XIsecolo fossero esistiti inventari della biblioteca papale.Il 16 ottobre 1538, Benvenuto Cellini era stato arre-stato e incarcerato in Castel Sant’Angelo con l’accu-sa di avere approfittato del Sacco di Roma (1527) perappropriarsi gioielli appartenenti al tesoro pontificio.L’artista fiorentino si era difeso invitando i suoi giu-dici a consultare gli archivi per verificare se mancavaqualcosa rispetto agli inventari: «Ancora non dovevi voi vedere la note delle gioie che ha questa Cameraapostolica iscritte diligentemente da cinquecento anniin qua?» 3 . Un rinvio così preciso non può certo esserepreso alla lettera, perché sa di retorica giustificativa edè comunque cronologicamente generico. Va comun-que tenuto presente che semmai fossero esistiti inven-tari così antichi delle collezioni librarie pontificie —per i quali non vi sono indizi testuali o documentari—, questi inventari sono andati dispersi o perduti pro-prio forse quando, all’inizio o nei primi decenni delDuecento, come ancora vedremo, si deve ipotizzareche la stragrande maggioranza dei libri e degli archiviappartenenti ai pontefici sia andata distrutta.   05paraviciniCS5.indd 75 05paraviciniCS5.indd 75 10/20/2010 1:46:56 PM 10/20/2010 1:46:56 PM  76 | AGOSTINO PARAVICINI BAGLIANI Fig. 2a. Pianta del palazzo papale di Innocenzo III sul colle Vaticano, da D. R EDIG   DE C AMPOS ,  I palazzi vaticani , Città del Vaticano 1967, p. 23.Fig. 2b. Torre di Innocenzo III, stanza sotto la cappella niccolina, da D. R EDIG   DE C AMPOS ,  I palazzi vaticani , Città del Vaticano 1967, fig. 9. Fig. 2c. Musei vaticani, archivio fotografico: Torre di Innocenzo III, disegno ricostruttivo: nellaparte superiore la cappella niccolina, in quella in-feriore le stanze della torre di Innocenzo III. 05paraviciniCS5.indd 76 05paraviciniCS5.indd 76 10/20/2010 1:46:56 PM 10/20/2010 1:46:56 PM  LA BIBLIOTECA PAPALE NEL DUECENTO E NEL TRECENTO | 77 Un altro passo di Giraldo de Barri sembra inoltredimostrare che all’epoca di Innocenzo III i registridi lettere dei papi del secolo XII si trovavano ancorapresso la Camera apostolica (responsabile del tesoropontificio) e che lì potevano essere consultati, previol’assenso del camerlengo. Giraldo de Barri raccontainfatti che durante una delle fasi del processo chelo opponeva all’arcivescovo di Canterbury Uberto,Innocenzo III dichiarò in concistoro che per un pro-cesso di questa importanza, che implicava la possibi-lità di costituire un nuovo arcivescovato (St. Davids)e la concessione del pallio, mancavano i fondamenti,perché non si erano trovate informazioni nei regi-stri papali né erano disponibili notizie su preceden-ti negoziati in proposito. Giraldo de Barri chiese dipoter consultare i registri (ora perduti) di EugenioIII (1145-1153), perché aveva sentito dire che la que-stione era già stata trattata in Francia da quel papa.La richiesta fu accettata. Aprendo il registro, Giraldocompulsò subito, sotto gli occhi di un chierico del ca-merlengo papale, la parte riguardante i Gesta Eugeniiin Francia e trovò le lettere che cercava. Ottenutoil permesso dal camerlengo, le trascrisse immedia-tamente. Nella successiva seduta del concistoro, ilpapa, meravigliato della scoperta dell’arcidiaconoinglese che gli avrebbe permesso di vincere il proces-so, lo chiamò, con fine benevola ironia,  archiepisco- pus , poi si fece leggere le lettere nella trascrizione diGiraldo 14 . Philippe Lauer fece osservare che il materiale libra-rio e documentario posseduto dai papi avrebbe potutoessere stato trasferito nella  aula camerarii per motividi sicurezza, allorché, nel 1234, la rivolta del popoloromano contro l’autorità pontificia fu l’occasione diimportanti saccheggi 15 . A parte il fatto che la  aula ca-merarii viene menzionata soltanto sotto Onorio IV, nelprimo volume dei registri dell’  Introitus et exitus 16 , l’i-potesi, pur non inverosimile, non è surrogata da nes-sun indizio documentario.Forse è però interessante osservare in questo con-testo che la più antica attestazione di un nuovo fun-zionario curiale, responsabile del tesoro papale, risa-le al pontificato di Innocenzo IV, ed è quindi di pocoposteriore al saccheggio del 1234, ma anche questacoincidenza di date esige prudenza, perché la creazio-ne della nuova funzione curiale di thesaurarius papa-le, alle dipendenze del camerlengo, ma con un ruolodi responsabilità rispetto al tesoro del papa, potrebbeessere una delle conseguenze della forte e frequentemobilità della corte pontificia 17 .Sulla cronologia di questa perdita, che da un puntodi vista delle fonti rimane ancora del tutto misterio-sa, non abbiamo punti di riferimento veramente utili.Verso la fine del XII secolo, il  Liber censuum menzio-na la biblioteca (  Lateranensis bibliotecha ) e l’archiviodei papi (  Archivum sacri palatii Lateranensis ) in unmodo da far pensare che essi fossero pienamente fun-zionanti 9 . Si tratta di testimonianze importanti, ancheperchè provengono da Cencio (poi papa con il nomedi Onorio III), il massimo rappresentante del riordinodel patrimonio della Sede apostolica di cui il  Liber cen- suum è appunto il riflesso più autorevole.D’altra parte, va notato che la serie praticamentecompleta dei registri di lettere papali inizia soltantocon il pontificato di Innocenzo III, ma anche questonon è un elemento tale da suggerire che la perdita del-la biblioteca fosse avvenuta sotto questo pontificato.In questo contesto, il fatto che Innocenzo III abbia fat-to costruire una  domus per la cancelleria a nord del-la basilica vaticana (fig. 2abc) — una vera e proprianovità nell’ambito della storia residenziale e ammini-strativa del papato (fino a quell’epoca tutti gli ufficicuriali erano concentrati in Laterano) 10 — può peròforse spiegare che la serie dei registri vaticani giuntafino a noi incominci proprio con il suo pontificato. I Gesta Innocentii III  11 , l’unica fonte che ci parla di que-sta decisione, non offrono comunque indizi che possa-no in qualche modo mettere questa nuova costruzio-ne in relazione con la distruzione del tesoro papale alLaterano. E un interessante episodio, di doni di libri aInnocenzo III, raccontato da Giraldo de Barri, uno de-gli scrittori più interessanti per la storia delle usanzecuriali intorno al 1200, non permette affatto di pensa-re che questo dono di libri al papa sia stato provoca-to dal desiderio di contribuire alla ricostruzione dellabiblioteca papale, in seguito a gravi perdite. Giraldoracconta che al suo arrivo in curia (fine novembre1199, «circa la festa di s. Andrea») si gettò ai piedi diInnocenzo III, ma non avendo abbastanza denaro,preferì offrirgli alcune sue opere. Quasi per scusarsifece un gioco di parole: «ho preferito — dice — dar-gli dei ‘libri’ ( libros ) invece che delle ‘lire’ ( libras )» 12 .Innocenzo III, che Giraldo definisce per l’occasione«un grande letterato e amante della letteratura», ac-colse con benevolenza il dono del Gallese e tenne lesue opere vicino al suo letto per quasi un mese. Ungiorno, sorpreso da alcuni cardinali a leggere uno diquei codici, ne elogiò «l’eleganza stilistica». Si dissedisposto a prestar loro alcune opere, ma non si volleseparare dalla Gemma sacerdotalis 13 . , ,: 05paraviciniCS5.indd 77 05paraviciniCS5.indd 77 10/20/2010 1:47:01 PM 10/20/2010 1:47:01 PM
Recommended
View more...
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks
SAVE OUR EARTH

We need your sign to support Project to invent "SMART AND CONTROLLABLE REFLECTIVE BALLOONS" to cover the Sun and Save Our Earth.

More details...

Sign Now!

We are very appreciated for your Prompt Action!

x