M. T. D’Alessio, La Casa delle Nozze di Ercole (VII,9,47): storia di un isolato presso il Foro alla luce dei nuovi dati ceramici, in P. G. Guzzo, M. P. Guidobaldi (a cura di), “Nuove ricerche archeologiche nell’area vesuviana (scavi 2003-2

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M. T. D’Alessio, La Casa delle Nozze di Ercole (VII,9,47): storia di un isolato presso il Foro alla luce dei nuovi dati ceramici, in P. G. Guzzo, M. P. Guidobaldi (a cura di), “Nuove ricerche archeologiche nell’area vesuviana (scavi 2003-2006)”, Roma
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  © Copyright 2008 «L’ERMA» di BRETSCHNEIDER - P IETRO  G IOVANNI  G UZZO   E  M  ARIA   P  AOLA   G UIDOBALDI  ( a cura di) -  Nuove ricerche archeologiche nell’area vesuviana (scavi 2003-2006) - Atti del Convegno Internazio- nale, Roma 1-3 febbraio 2007 MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI POMPEI NUOVE RICERCHE ARCHEOLOGICHE NELL’AREA VESUVIANA (SCAVI 2003-2006) a cura diPietro Giovanni Guzzo e Maria Paola Guidobaldi  ATTI   DEL   CONVEGNO   INTERNAZIONALE , ROMA   1-3 FEBBRAIO  2007 «L’ERMA» di BRETSCHNEIDER   Avvertenza Il Convegno, organizzato dalla Soprintendenza archeologica di Pompei con l’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte e con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano, e con un contributo della Casa Editrice “L’Erma” di Bretschneider, si è svolto dal 1 al 3 Febbraio 2007 a Roma, nella Sala del Mappamondo del Palazzo di Venezia.Organizzazione scientifica: Pietro Giovanni Guzzo e Maria Paola Guidobaldi.Organizzazione tecnica: Maria Paola Guidobaldi (SAP) con Biagio De Felice (SAP), Carmela Piemontino (SAP), Franco Barbato (SAP), Francesca De Lucia e Raffaella Leveque (Ufficio Stampa SAP), Sandra Cardillo (INASA) e Mario Di Bartolomeo (Ufficio Mostre della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano).Sono stati pubblicati tutti i contributi e i poster pervenuti in tempo utile per l’avvio del processo di stampa. Sono stati pubblicati, inoltre, i contributi di Rick Jones e di Antonio De Simone, non presentati e discussi in sede di convegno, ma consegnati successivamente per la stampa. P IETRO  G IOVANNI  G UZZO   E  M  ARIA   P  AOLA   G UIDOBALDI  ( a cura di)  Nuove ricerche archeologiche nell’area vesuviana (scavi 2003-2006) Atti del Convegno Internazionale, Roma 1-3 febbraio 2007  © Copyright 2008 MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI POMPEI© Copyright 2008 «L’ERMA» di BRETSCHNEIDER Via Cassiodoro, 19 - 00193 Roma http://www.lerma.itProgetto grafico:«L’ERMA» di BRETSCHNEIDERTutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione di testi e illustrazioni senza il permesso scritto dell’Editore. Nuove ricerche archeologiche nell’area vesuviana : (scavi 2003-2006)  / a cura di Pietro Giovanni Guzzo e Maria Paola Guidobaldi. – Roma : «L’ERMA» di BRETSCHNEIDER, 2008. – 542 p. : ill. ; 28 cm. (Studi della soprintendenza archeologica di Pompei ; 25) Atti del convegno internazionale , Roma 1-3 febbraio 2007.In testa al front.: Ministero per i beni e le attività culturali, Soprintendenza archeologica di Pompei.ISBN 978-88-8265-479-5CDD 21. 937.71. Scavi archeologici – Pompei – Congressi – Roma – 20072. Scavi archeologici – Pompei – 2003-2006I. Guzzo, Pietro Giovanni II. Guidobaldi, Maria Paola «L’ERMA» di BRETSCHNEIDER  direttore editoriale  Roberto Marcucci responsabile di redazione  Elena Montani con la collaborazione di  Erik Pender   direttore tecnico Massimo Banelli Coordinamento del processo redazionale per la SAP  Maria Paola Guidobaldi in copertina Operazioni di rilievo topografico con laser scanner 3D nella Regio IX di Pompei (foto Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”)  © Copyright 2008 «L’ERMA» di BRETSCHNEIDER - P IETRO  G IOVANNI  G UZZO   E  M  ARIA   P  AOLA   G UIDOBALDI  ( a cura di) -  Nuove ricerche archeologiche nell’area vesuviana (scavi 2003-2006) - Atti del Convegno Internazio- nale, Roma 1-3 febbraio 2007 Nel corso delle ricerche condotte da A. Carandini e dal-l’Università di Roma “La Sapienza” a Pompei sono stati finora indagati tre complessi edilizi privati (Fig. 1) 1 . Il  primo ad essere stato analizzato è la “Casa di Giuseppe II” (VIII, 2, 38-39), scavata nel 1994 2 . I risultati rag-giunti con questo scavo e la datazione della fase srci-naria della  domus  alla seconda metà del II secolo a.C. ci hanno spinto a ripetere “l’esperimento” in una zona  più centrale dell’abitato, contenente presumibilmente un maggiore potenziale stratigrafico da indagare. Sono così iniziate le ricerche nella “Casa delle Nozze di Er-cole” (VII, 9, 47)   scavata tra il 1995 e il 2000 e quelle successive nella Casa della Pescatrice (VII, 9, 63) la cui indagine è stata solamente iniziata nel giugno 2000. Lo scavo di queste abitazioni ha consentito di individuare le trasformazioni di un settore urbano dalle prime fasi dell’insediamento (rintracciabili in attività edilizie data-te alla fine del VI secolo a.C.) fino alla costruzione della  prima casa ad atrio (anche qui databile alla seconda metà del II secolo a.C.) e ai suoi successivi cambiamenti, cogliendo le varie modifiche che nel corso del tempo ne hanno segnato la storia.Questo contributo prende in esame la stratigrafia della Casa delle Nozze di Ercole e i reperti in essa rinve-nuti. Sono descritte brevemente di seguito le principali attività edilizie rintracciate nell’area a partire da quelle  più antiche, mostrando alcune delle proposte ricostrutti- ve finora prodotte e la cronologia relativa delle varie fasi. Seguono, per ciascuna fase, le proposte di cronologia as-soluta che è stato possibile definire in questi ultimi anni grazie all’identificazione e alla datazione di tutti i reperti ceramici raccolti durante lo scavo, effettuate ad opera di alcuni allievi dell’Università di Roma “La Sapienza”, della 1 a   Scuola di Specializzazione in Archeologia della stessa Università e dell’Università della Calabria  3 . La Casa delle Nozze di Ercole è situata al centro del-l’ insula  (VII, 9) che occupa quasi interamente il lato orientale della piazza del Foro di Pompei (Fig. 2). È delimitata a nord dal  Macellum , ad ovest dagli edifici dedicati al culto imperiale (cd. Tempio dei Lari Pubblici e Tempio di Vespasiano) e a sud dall’Edificio di Euma-chia. L’orientamento, lievemente nord-ovest / sud-est, è lo stesso della piazza del Foro e della maggior parte degli edifici collocati nel settore nordoccidentale di Pompei ( regiones  VI e VII) 4 . L’ingresso principale all’abitazione è posto a nord, mentre un piccolo postico si apre dal li-mite sud-orientale della casa verso il peristilio. L’impian-to si estende con una singolare forma ad “L”, il cui lato maggiore occupa l’intera lunghezza dell’ insula  mentre quello minore si arresta prima del suo limite orientale. Tra i motivi che ci hanno portato ad occuparci di questa abitazione ci sono anche la varietà dei materiali utiliz-zati nella sua costruzione e quella delle tecniche edilizie impiegate: opera quadrata in tufo nei piloni posti sul li-mite settentrionale, opera quadrata in calcare nei muri che si affacciano sull’atrio, diversi tipi di opera incerta in calcare e in calcare e lava in quasi tutti gli ambien-ti oltre ad evidenti riprese posteriori in laterizio o opera mista. La possibilità di associare alle differenti tecniche edilizie e alla loro successione una cronologia ottenuta dallo scavo delle stratigrafie relative piuttosto che dalla loro composizione è stato infatti un elemento rilevante delle indagini 5 . Sono stati scavati integralmente fino al terreno vergine l’atrio, il tablino, le ali, i due cubicoli ai lati dell’atrio, il grande ambiente (forse un triclinio) raggiungibile dal cubicolo orientale, la parte centra-le del peristilio, i bracci nord ed est del portico che lo circondava, l’ambiente a est dell’ala orientale 6  e le cin-que  tabernae   sul fronte settentrionale della  domus , per un totale di circa 540 mq scavati sugli 860 complessivi 1  I primi risultati provenienti dallo studio condotto dall’Università di Roma su complessi  privati a Pompei sono raccolti in C  ARAFA   1997;  C  A  - RAFA  -D’A  LESSIO  1997; D’A  LESSIO  1998; C  ARAFA   1999. Si  veda anche C  ARANDINI   et alii   2001 . 2  Si veda soprattutto C  ARAFA  -D’A  LESSIO  1997. 3  Nel corso dello scavo sono stati raccolti oltre 50.000 frammenti. L’analisi e lo studio di questo cospicuo contesto sono stati realizzati da Paolo Carafa (periodo 2), Barbara Chiaretti (pe-riodo 4.1), Carmelo Colelli (periodo 4.2), Fabiola Fraioli (periodo 3), Ettore Manfredi (periodo 4.3) e Angela Stanco (periodo 4.2-3) coordinati da  Antonio Francesco Ferrandes. I risultati di questo studio saranno raccolti in un volume attualmente in corso di preparazione curato da Paolo Carafa e da chi scrive. 4  La coincidenza dell’orientamento della casa con quello del Foro è stata considerata un elemento a favore della datazione della Casa delle Nozze di Ercole al II secolo a.C. ( S  AMPAOLO  1997,  p. 358). 5  A questo proposito vedi C  ARAFA  -D’A  LESSIO  1997 e F ULFORD -  W   ALLACE  H  ADRILL  1998. 6  Un piccolo viridario trasformato successi- vamente in ambiente artigianale. La Casa delle Nozze di Ercole (VII, 9, 47): storia di un isolato presso il Foro alla luce dei nuovi dati ceramici M. T ERESA   D’A  LESSIO   (Università di Roma “La Sapienza”)  276 M. TERESA D’ALESSIO © Copyright 2008 «L’ERMA» di BRETSCHNEIDER - P IETRO  G IOVANNI  G UZZO   E  M  ARIA   P  AOLA   G UIDOBALDI  ( a cura di) -  Nuove ricerche archeologiche nell’area vesuviana (scavi 2003-2006) - Atti del Convegno Internazio- nale, Roma 1-3 febbraio 2007 (Figg. 3-4) 7 . Lo scavo di questi ambienti ha permesso di individuare i seguenti periodi edilizi:  Periodo 1 Le prime attività nell’area sono relative alla costruzione di un edificio ligneo di cui sono stati individuati buchi di palo scavati direttamente nello strato geologico, non associati a materiali ceramici che ne possano rivelare la cronologia.  Periodo 2  (Figg. 5-6)Le prime strutture in materiale lapideo sono state rintracciate nel braccio orientale del peristilio, nel-l’ambiente a N di esso e sotto la futura ala E della Casa. Si tratta di strutture costruite in blocchi di pap- pamonte, orientate grossomodo secondo gli stessi assi degli edifici successivi – compresa la Casa delle Nozze di Ercole – e conservati solo in un caso oltre il livel-lo di fondazione 8 . Dove è stato possibile indagarne la stratigrafia relativa, i muri erano sempre alloggiati entro fossa di fondazione. Lo stato di conservazione di queste strutture e il fatto che siano state rinvenute in  punti tra loro distanti dell’area di scavo non permet-tono di riconoscere se esse appartenessero a uno o più edifici e quale fosse la loro disposizione.  Periodo 3  (Fig. 7)Sono attribuibili a questo periodo tre o quattro edifici realizzati in scaglie di calcare e lava con elevato proba-bilmente in materiale deperibile posti ai lati di un per-corso in terra battuta e ciottoli che attraversava l’area dell’ insula  in direzione est-ovest. Anche in questo caso lo stato di conservazione delle strutture ha permesso di  proporre per una soltanto (Edificio A) una ricostruzione (Fig. 8). Tale struttura è stata individuata nel settore in seguito occupato da atrio e tablino della Casa delle Nozze di Ercole. Del periodo corrispondente alla sua esistenza sono state riconosciute 3 fasi successive. La ricostruzio-ne proposta è relativa all’ultima fase di questo periodo e mostra un edificio a pianta rettangolare esteso su una superficie di ca. 80 mq. Dal vasto ambiente a sud si acce-de ad un cortile presumibilmente scoperto, articolato ad ovest in due piccoli vani. Due fosse circolari individuate una nel vestibolo e una nel cortile sono state interpretate come pozzi, raccordati tra loro da una canaletta, mentre una fossa meno profonda a nord del cortile è stata ricono-sciuta come latrina sulla base delle analisi di laboratorio condotte sui campioni di terra prelevati 9 . Dei due pozzi, quello settentrionale sarà trasformato in immondezzaio nel momento di abbandono della struttura. Appoggiata al lato esterno occidentale dell’edificio è una vasca qua- 7  Gli ambienti nei quali lo scavo non è stato realizzato sono quelli che conservano il pavimento. 8  In alcuni casi i blocchi sono disposti nel filare inferiore di taglio e in altri di testa. Si veda in proposito il contributo di Domenico Esposito in questo volume. 9  Le analisi sono state effettuate da Marina Ciaraldi presso il laboratorio della University of Birmingham.  Fig. 1. Le aree indagate dall’Università di  Roma “La Sapienza” a Pompei, con indicazio- ne degli edifici privati scavati.  LA CASA DELLE NOZZE DI ERCOLE (VII, 9, 47): STORIA DI UN ISOLATO PRESSO IL FORO ALLA LUCE DEI NUOVI DATI CERAMICI   277 © Copyright 2008 «L’ERMA» di BRETSCHNEIDER - P IETRO  G IOVANNI  G UZZO   E  M  ARIA   P  AOLA   G UIDOBALDI  ( a cura di) -  Nuove ricerche archeologiche nell’area vesuviana (scavi 2003-2006) - Atti del Convegno Internazio- nale, Roma 1-3 febbraio 2007  Fig. 2. Posizione della Casa delle Nozze di Er-cole nell’ insula VII, 9. Fig. 3. Casa delle Nozze di Ercole (VII, 9, 47),  gli ambienti integralmente scavati fino al ter-reno sterile. Fig. 4. La Casa delle Nozze di Ercole in corso di  scavo vista dall’alto (Foto di M. Letizia).
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