Riassunto tesi magistrale

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Tesi di Laurea: "MY CASE IS ALTER'D": LE VITE DI MARY FRITH NELL'INGHILTERRA DELLA PRIMA ETÀ MODERNA MOTIVAZIONI DELLA TESI L'obiettivo di questo lavoro è stato quello di effettuare un'analisi particolareggiata delle diverse
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  Ivana Ledda Laurea Magistrale in Lingue e Culture Moderne Europee e Americane Università degli Studi di Cagliari a.a. 2014-2015 Tesi di Laurea: “MY CASE IS ALTER’D”: LE VITE DI MARY FRITH NELL’INGHILTERRA DELLA PRIMA ETÀ MODERNA MOTIVAZIONI DELLA TESI L’ obiettivo di questo lavoro è stato quello di effettuare un ’analisi  particolareggiata delle diverse rappresentazioni letterarie del personaggio di Mary Frith (1584-1659), per giungere ad una possibile identificazione con la persona reale e stabilire se, e in che modalità, quest’ ultima possa aver avuto un’ influenza sulle suddette rappresentazioni. Mary viene rappresentata principalmente come protagonista di tre opere seicentesche: The Roaring Girle  (1611) di Thomas Middleton e Thomas Dekker; The Life and Death of Mris Mary Frith  (1662) e The Womens Champion or The Strange Wonder (1662), entrambi di autore anonimo; mentre il primo è un testo drammatico, ovvero una  performance  teatrale, i secondi sono due  pamphlets  rientranti nel genere cony-catching , che an ch’esso riscuoteva un discreto successo tra i lettori de ll’epoca. Entrambi i tipi di testo avevano un’ampia fruizione a livello popolare  e offrono tre rappresentazioni di Mary che presentano in comune le caratteristiche stereotipate della virago . Ciò che ha motivato questa tesi è stato l’ interesse della sottoscritta nei confronti della condizione femminile in ambito lower-class  nel XVII secolo, e in particolar modo della condizione di Mary Frith, una donna che oramai è entrata a far parte del folklore inglese a prima vista per le proprie caratteristiche ‘mascoline’. Il personaggio di Mary si presenta all’occhio del critico contemporaneo come una sorta di ‘femminista ante - litteram’  in quanto si presenta, nelle rappresentazioni letterarie e nei testi giuridici che registrano quello che oggi chiameremmo il suo ‘personaggio pubblico’, come una donna fondamentalmente trasgressiva  –  viene ad esempio additata dalle autorità ecclesiastiche come un cattivo esempio e invitata a fare penitenza alla Paul’s Cross    –  e curiosamente diffidente nei confronti del genere maschile  –  si veda il suo Last Will   del luglio 1659. Tuttavia, la Londra del XVII secolo sicuramente non mancavano numerosi esempi di trasgressione femminile, a partire dal travestitismo, che la stessa Mary praticava abitualmente sin da giovane . Osservando perciò il fenomeno ‘Mary Frith’ nel contesto di un intero movimento di trasgressione femminile, laddove il suo personaggio sarebbe potuto apparire comune e irrilevante, ci si è chiesto come mai le si dedicasse tanta attenzione a livello letterario e teatrale. Mary indubbiamente presentava per i drammaturghi e i  pamphleteers  del suo tempo caratteristiche che la rendevano particolarmente interessante dal punto di vista letterario, e che includevano, oltre alla sua trasgressività, una forte carica mascolina nel comportamento  –   che la allineava nell’immaginario popolare a personaggi folkloristici oramai affermati come Mary Ambree e Meg of Westminster  – , una spiccata attitudine indipendente e un passato da ladra e ricettatrice  –  per cui veniva spesso chiamata Mal Cutpurse . Ciononostante, tutte queste caratteristiche potevano appartenere a non poche altre donne non soltanto di Londra, ma dell’intera Inghilterra seicentesca. Cosa esattamente poteva fare di Mary  Frith un caso particolare?   È così che, considerando i documenti giuridici riguardanti la vera Mary e raffrontandoli con le sue rappresentazioni letterarie e teatrali, abbiamo formulato l’ipotesi che , ferme restando le altre, la caratteristica principale che la rendeva così appetibile per la rappresentazione letteraria e teatrale fosse il suo onnipresente talento istrionico. Questa ipotesi, se avvalorata, avrebbe potuto permetterci di vedere il personaggio reale di Mary sotto una nuova luce, ossia non più come un personaggio passivamente ‘rappresentato’ ma al contrario come un agente fondamentale nella creazione delle proprie rappresentazioni. Mary Frith avrebbe così potuto rappresentare, dal canto proprio, un primo stadio di autorialità femminile  performativa , in un secolo in cui avrebbero cominciato a svilupparsi le prime autorialità letterarie femminili (e.g. Margaret Cavendish; Aphra Behn) ma in cui il mondo delle lettere e della  performance  teatrale inglesi erano ancora sotto stretto dominio del mondo maschile. METODI DI INDAGINE Per poter avere una visione quanto più globale e insieme dettagliata dell’argomento, abbiamo deciso di analizzare il fenomeno Mary Frith su diversi fronti, separando il nostro lavoro in tre sezioni dedicate all’analisi approfondita di ciascuna alle opere che la vedono protagonista e a una quarta sezione dedicata alla considerazione delle teorie sull’autorialità e alla loro possibile applicazione al personaggio reale  di Mary. L’indagine su l personaggio reale di Mary Frith, dai contorni biografici ancora incerti, si fonda essenzialmente sul metodo comparatistico: abbiamo infatti deciso, per provare a delineare più nitidamente la persona (non tanto privata quanto pubblica) di Mary, di raffrontare le tre rappresentazioni estrapolate dai testi analizzati con quella offerta dai testi non letterari a nostra disposizione, in modo da tentare di effettuare una scrematura tra le caratteristiche vere e attribuite di questo particolarissimo personaggio. Infatti, alla luce di questa comparazione, emergono numerose contraddizioni e particolari controversi che possono essere chiariti e appianati grazie all’interpretazione  dei costrutti ideologici insiti nelle opere letterarie e al confronto con i documenti non letterari. Da questa griglia affiorano infatti complessivamente quattro personaggi, che certamente presentano alcune caratteristiche comuni ma che perlopiù si differenziano, come avviene anche nella grafia del nome: Mol Cutpurse in The Roaring Girle , Mal in The Life and Death , Mall in The Womens Champion  e, infine, Mary Frith (o Maria Ffrithe) nei documenti giuridici. Ognuna delle prime tre presenta inevitabilmente i segni della stereotipizzazione, legati alla natura popolarizzante dei testi letterari nella fattispecie, e oltre a ciò viene ‘ arricchita ’ di qualità in linea con l’ etica e la morale promosse dagli autori del testo. RISULTATI OTTENUTI Nel quarto capitolo del presente lavoro si discute la nozione di autorialità , in relazione specialmente con le pratiche di pubblicazione anonima correnti nel XVII secolo. L’anonimato autoriale, se volontario, può rappresentare un atteggiamento preciso nei confronti del testo e dei lettori. L’autorialità anonima non si rispec chia solo in una volontà di estraniamento da parte dell’autore: può comportare anche una dichiarazione di appartenenza esplicita al filone ‘popolare’ della letteratura, comportando precise implicazioni strategiche nei confronti del lettore: questa ci sembra essere la situazione delle opere  anonime. Ancora, l’autorialità anonima può nascondere non soltanto un’identità autoriale letteraria , ma anche un’ulteriore autorialità anonima di dimensione ‘popolare’. Questa tipologia di autorialità è intensamente legat a ad una percezione della letteratura popolare profondamente influenzata dall’oralità (della quale l’aneddotica è espressione semi - diretta), e dall’evidente divario tra women’s culture  e men’s culture   nel XVII secolo. Mary è un’identità femminile relativam ente integrata nel mondo maschile che, al contrario di chi la vede completamente mascolinizzata, conserva nella realtà un forte attaccamento al proprio sesso. La mascolinità per Mary Frith si rivela una maschera, una strategia volta alla realizzazione della propria indipendenza. Ciò che ci porta a formulare una tale ipotesi è la dimensione attoriale del personaggio di Mary, la quale sembra intervenire al Fortune  non tanto per rispettare un accordo con la compagnia dei Prince’s Men  ma per riappropriarsi del proprio personaggio. La  persona , la maschera teatrale/sociale di Mary Frith non coincide affatto con la Moll Cutpurse del dramma né con l’identità privata di Mary. Aldilà di ogni intento collaborativo, è possibile che Mary Frith intenda reagire pubblicamente sul palco del Fortune  per rinstaurare il rapporto con la propria audience , interrotto dalla messa in scena di una Moll apocrifa. Risulta evidente che i testi anonimi in particolare riflettano, nel caso dei  pranks  riguardanti Mary, non una narrazione singola e monolitica, ma una narrazione polifonica, popolare, condizionata, sul piano orale, anche da altre fonti che con lei possono aver avuto a che fare direttamente o indirettamente. Si potrebbe dunque parlare di u n’autoria lità orale e performativa costruita dalla stessa Mary e riverberatasi a livello collettivo, che pur contenuta e controllata dalla penna singola di pochi autori giunge fino a noi mantenendo intatta la sua forza espressiva. 
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