STORIA DELLA LINGUA ITALIANA Prof.ssa Antonella Dejure

Please download to get full document.

View again

of 3
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Similar Documents
Information Report
Category:

Healthcare

Published:

Views: 0 | Pages: 3

Extension: PDF | Download: 0

Share
Description
Le consonanti sono quei suoni realizzati attraverso un ostacolo che il flusso d'aria inspiratorio incontra durante il suo percorso dall'interno all'esterno. Le vocali non incontrano nessun tipo di ostacolo. Gli ostacoli possono
Tags
Transcript
  STORIA DELLA LINGUA ITALIANA Prof ssa Antonella Dejure Mancanole25ottobre2019 Le consonanti sono quei suoni realizzati attraverso un ostacolo   che il flusso d’aria inspiratorio incontra durante il suo percorso dall’interno all’esterno. Le vocali non incontrano nessun tipo di ostacolo. Gli ostacoli possono verificarsi in diversi luoghi ( punto d’ rticol zione ) e in modo diversi ( modo d’ rticol zione ). L’altro grande spartiacque nella classificazione delle consonanti è la vibrazione laringea (situazion e che può verificarsi o meno → consonanti sorde/sonore)   Sono sonori i suoni articolati con l’attivazione del meccanismo laringeo. Se le pieghe all’interno della laringe rimangano a riposo durante l’emissione del suono si ha una consonante sorda.  Le vocali sono tutte sonore. Il primo modo di articolazione è quello occlusivo . L’occlusione è una chiusura, un blocco netto che si crea tra due organi al passaggio dell’aria, seguito da una brusca riapertura. Si possono chiamare anche plosive. Il modo nasale  si realizza quando il velo del palato rimane in una posizione di riposo e non tende a chiudersi con la parete retrostante. Le fricative   sono dei suoni consonantici realizzati attraverso l’avvicinamento di due organi che non si toccano, permettendo comunque a ll’aria di passare . Il modo d’articolazione affricato  è costituito da una prima fase occlusiva (due organi si toccano), però poi non si ha una brusca riapertura ma una fase di frizione. Il modo vibrante   si ha quando l’ostacolo è realizzato da una occlusione intermittente: chiusura e riapertura veloce tra due organi. Il modo laterale   si ha quando si provoca un blocco al flusso d’aria al centro della bocca, dunque l’aria defluisce dalle cavità regolari. Il modo semiconsonante o approssimante  è prodotto con gli organi molto ravvicinati tra di loro, ma non quanto le fricative. Luoghi d’articolazione:  -   Labiali : l’ostacolo sono le labbra  -   Labiodentali:   l’ostacolo  si crea tra le labbra e i denti -   Dentali: l’ostacolo si c rea tra la lingua e i denti -   Alveolari : l’ostacolo si crea tra la lingua è il palato alveolare  -   Palatali : l’ostacolo è tra la lingua e il palato duro  -   Velari : l’ostacolo è all’altezza del velo del palato.    Le nasali sono sempre sonore. t e d sono alveolari, non dentali La rappresentazione grafica delle consonanti affricate (ts e dz) unisce la grafia delle occlusive e delle fricative, riflettendo appunto il modo di articolazione delle affricate. Semiconsonanti o approssimanti : sono dei suoni r ealizzati con un’articolazione a metà tra i suoni vocalici e i suoni consonantici fricative. Questi suoni, essendo instabili, sono sempre accompagnati da una vocale con cui creano dittongo. Non hanno una solida realtà fonetica, non si reggono da soli, hanno bisogno di un suono vocalico cui appoggiarsi. I dittonghi  sono delle unità sillabiche formate da una vocale (che costituisce il nucleo della sillaba) accompagnata da una semiconsonante. Semiconsonante + vocale = dittongo ascendente (sulla vocale c’è un innalzamento dell’intonazione)  es. piede, guerra Vocale + semiconsonante = la vocale è seguita da un suono che non si può più definire approssimante, ma dal punto di vista dell’articolazione fonetica ha valore di vocale → vocale + (semi)vocale (es. poi, causa) Lo iato   si ha quando due vocali, pur essendo contigue, non formano dittongo → se nessuna delle due vocali è i o u. Un altro caso è quando la i e la u sono accentate. Sono iati anche le composizioni di parole purché si avverta il rapporto tra prefisso e base (es. riunioni, riusare). I dittonghi mobili   sono i dittonghi uo e ie, sono definiti così perché perdono l’elemento approssimante (i e u) quando l’accento si sposta su un’altra sillaba  (es. muovere e movimento, suono e sonoro, piede e pedestre). Nasali di posizione: labiodentale e velare Maggiore durata delle vocali toniche quando la sillaba finisce per vocale Es. cane e canne → [‘ka:ne] e [‘kan:e]  Dato puramente fonetico che non ha valore istintivo, non va a intaccare il significato. Nel caso di pala e palla, il cronema (i due punti al posto della doppia) è necessario perché la doppia consonante ha valore fonologico Es. [‘pala] e [‘pal:a]  Il cronema indica un prolungamento della durata, è una precisazione della trascrizione fonetica che fa intendere come il suono sia prolungato e non ripetuto. Nel caso delle affricate il cronema va dopo la base occlusiva: [t:s], [t:z] etc. Nella lingua italiana ci sono suoni che non percepiamo come lunghi ma che in realtà lo sono: la nasale palatale intevocalica [ ‘oŋ :i], la laterale palatale [ ‘maʎ :a] e la fricativa alveolare sorda [ ‘laʃ  :a]. Sono sempre lunghi in posizione intervocalica anche i suoni affricati alveolari sordi e sonori. Anche nel caso in cui uno di questi suoni consonantici si trovi tra la vocale di una parola esterna e una vocale della stessa parola si verifica la stessa condizione (es . [lo ‘ŋ : ɔ k:o]   Fonosintassi → concezione del suono fonico oltre la parola    In alcuni casi si può verificare una corrispondenza tra alfabeto comune e fonetico Un simbolo si dice diacritico quando non ha valore fonico ma serve a determinare la pronuncia del suono precedente. Il rafforzamento fonosintattico   consiste nell’allungamento di un suono consonantico di posizione iniziale di parole davanti a determinate condizioni: -   D opo monosillabi forti con accento grafico (es. dà, è, là → [la ssul ‘monte]) o senza accento grafico (es. a, che, da, ho → [a ‘kkasa] ) I semicordi sono i parlanti e scriventi che hanno una conoscenza della lingua molto superficiale, a causa ad esempio della scarsa istruzione. Spesso questi parlanti trascrivono nello scritto fenomeni del parlato → resa g rafica del rafforzamento fonosintattico. -   Dopo tutti i polisillabi tronchi -   Dopo quattro polisillabi piani (come, dove sopra, qualche → [‘kome ‘tte])  In parole come soprattutto,ovvero,davvero  il rafforzamento fonosintattico si è lemmizzato e ha creato una parola. Sul piano fonetico la sillaba può essere definita un’unita prosodica costituita da un nucleo vocalico, che può essere solo, preceduto o seguito da una consonante a/mo/re → m si dice testa, la sillaba mo , che finisce per vocale, si dice aperta  o libera an/da/re → n si dice coda, la sillaba an, che finisce per consonante, si dice chiusa L ’ accento   è l’insieme delle caratteristiche foniche che mettono in rilievo una sillaba nella catena fonica. A livello fo netico, l’accento si indica con un trattino che va sempre prima della sillaba tonica, non della sola vocale tonica ([a’more] e non [am’ore])  La differenza tra sillaba tonica e atona è data da un potenziamento del flusso respiratorio.
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks
SAVE OUR EARTH

We need your sign to support Project to invent "SMART AND CONTROLLABLE REFLECTIVE BALLOONS" to cover the Sun and Save Our Earth.

More details...

Sign Now!

We are very appreciated for your Prompt Action!

x