Turoldo e il Padre: certezza e speranza

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Nella poesia che celebra la Resurrezione, Christos voskres, la ricerca di Dio diventa in Turoldo la riscoperta del Padre. A partire da questa visione, sostenuta da stupendi echi biblici, ogni resurrezione è possibile.
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  133 Tusoìos e ii sPad1~e certezza e semnza ¬ dë Eíisasäettas Zzzmpinå O`mzai¢1¢ec€Ssws'ias êss sfzsuosva dåscesas z`1¢sseno saila; sta†r† a,s e oéiíšzzsres zäfessere nati da sdomm s e ipregaress seal   della Stepper: idammsi scíve ssmazzgiare latte, sdzzmmsš dei ƒš'gZš; della came,   :morso semire, sSägmJ†e,s ~a/:ie .s¬fai}soi†o le rasdšcší e- :fieflés ;›ufit€ vive sdeås smfgli occhi deile swagnolies én e lréspifafii amioìrøz cal varato; §C{@,n quesstis sverssis Tmoldo chiude Clåråstos voskres, poesia =p1ibB]ícsátfi nseíl nella raccoflta Se tu non 1'iappa†*i1. Versi pesr11'sesplicita ei intensa invo- sc;a'Zì0s11e† Pädles ssssca'ndí tsa .C1ak]l°111ss10 åefle lettere maiuscole quƒesfa parola dalle altre e leg» Iåëndøslassssn-:nta 1'ses§ígenzsa di alzare la vøce per pøi smor- fzarlsa nell* «Qi ssssspcsos es quasi bisbigliato di chius- Sura La parda rappresenta allora sl'sapice espressiva fcutta la p:oesia' preparatoper gradi nei 76versi che àprecedonof.   fipoesia :si sviluppa per contrasti, per opposizíoncs di 1 Per :il .i:es.to scomplsetø 1sis§r'irr1ansc›1a sa TURQLDO, AOA sseizsi miei..~.,,, Rizzüfi, Mila1;o._ 19É9'i1__, -. ,2;9›5- La parte Épresìa esame c'otnpsre1}1de i versi 77-88,, pag, _2;95   Esperienza e Teologia 7(1998) 133-137  134 _ _   W Tu_soId_O;~ ofPac1re vita e mortseas come ogíàs suggerisce titolo sCbriszas aw- askresa, Cristo rísoorfos, preso das uni Alleluja slavo bizantìlaio çantato nel tempo fdove- Cristoe è vincìtøref defla Ut; sussesegxlirsì appärentemenfo «fibero da ogni sschema 1ogìco›>3' esprimonoe -ora lamorte s(speecìalmsena- te nella spriina parte) ora la vita: attingendo aa piene dal libro della Bibbia,Antica Testamento prãmsis (Eze- Chiele, Osea, eE}1`ia In 1Re;, *Iseaìa e Salmi),pr0PIì0 esfåntfítess aes dal <apeatite››=asocialeojpe1tChë«ogni_1í.ríca di Toraldo nasce «Ida anni ;fo1i'c>íe religioso es susmanosfi. E fchiarosa che quì es ,non sotrendono solo doato Ébìologicoj ma smettsono in gíoooco fipossíbilìtfã :trova- re un senso ed un valoreea]lav11ceí%11c1a umana.. Così alla mortevengm1o=ascritte le del chiu- so, dello estaticose, del soffocante, tlelfartíficifilš attraverso ledeiššfiori sse1'ra›> (V. delle <<gazaleee. tristi» de}12“<<saría avovìlente (iis :questas eifttà» 1(v.'5í), dello <<squa1lore[ dellearmate o(avv.,10ì-~11);. La città di- venta prototipo uno spazio opprimemeumanameo te adulterataøeapesché scenario di rseIazio11ì difensiva e da sumo sÃ<<emenfalit àe ííncapace andare oltre fenome1íO›>5~s.   Ad una tale condizione poetaoppone come <<atto gra- tuito di amor-es per 1”uo§mo››'5 I,'aosffe1*;tsa vita, ssalvezzäe, Si :ringrazia don perla spiegazione del titolo le per 312. traäuziooe äelfßllelujeaa <<fC1:is?to è ssrisortoi dai morti, s/con lamorte la morte ha vinto/ se ;a quanti sstavano nei esepo`lcri,[1a evita ha dato›'›.   W   H Ms   LoLLo, Lapoesšèz di. Davide M., Taraldm Neri Pozza, Vena. :zia19 71, .   4 LQLLQ, La poesiaì dë David   %TuroZåo, 5 R-f LOLT-0 , «D2 Püef-'Siri äi sD¢212id   Twoldo, La ríflessiones viene ribadita fchiaramente 'in unapoesia posteríoreç; «La ací1~i;'à31011; conosce più scanati/ le fstrasdea strìdono rumorezƒ e  a1¬;c'hee  l à dove ancora/o pare soprawiva essìlenzìo] è solo: muta assenza»(Almenos im P0214, Camfie az-zltimi, Milano o1e9s9e1, 150,; 5*-9). AncheGiorgio LL1Zzi. affgonta alfaargoislelltooa nella. introåuzìone sas Se tu -non riapparã Ein TURQLDO, La Scarsdale della speranza, aMi1ano %1k984., I, 351-3 8.   6 R.. Leon, -La paesa die David Tmzdø,  Toroldlo ei Padre 135 .« :lella Salvezza the non È: realizzabileäa sé, eannuncìata in profietícìe la :certezlza uso ei verbi. al presente) e la sperenzlai o:tativei)es. Per questo lo sce- in favore   aperta quaseì <<1a campag11la›> (M0) e «la sereppa/tra  i bfradil>› Sono luoghi che orùmncíano ai econfinil e invitsanoe ad essere clisponibilí alfiinprevisto, al .nofrna¢lis:mo: per Turoldoe la Lsitaanzialítà non ècon<f1i zione pertrovare Dio.. Il poeta `e infatti I”eterne vieandanee ehe attraversa fi variabili umori del tempo, cohen passa «giorni lee le notti/ sallilìnsseguimento di Lui›>é7 epêrohë trovar- Lo sigeniñcsai treovefi_1:sji.8.s cercare Lui vuol <:1i,†:e cercare il Padre; cosìfi la Resurrezionee titolo diventa partenza, la nuovacreazione, «le mani nuovo e tejrra e111;1ova››; (V. 4;0, í_-,V oltre tempo, oltre: la storia lan- ohee personale per lrísooplrìte la pafolrlfiitä di Dio-   Dio abita infatti snella «vaostas fca1npagina›> una fattoria dove «egimì eviaendlante troverà/l lripasroe a bufera» -46 ) eed, È: bello questo <<ogni», aggettivo inclefinìto 6 on- 1-Lieoxnpfenslive. Egli e Padrei della tenerezza, della slo- dì amorevolí pelrdeé ad«ogni estere .pasesa uguale a leune”am:a/V iclolees suis capelli delle messi» pfeseoenza ;pate1:naelTuroeldo chiede (dì rias- Lseapeoerare in modo nlaturale, imn1ed_iato%,í viscerale filiale insomma. i,Percíò diventa ;neeessarial% una «nuova discesa/ in seno alla oteeifra» 77*-f7~3)ì sdovoee la terra ecl'1e; ospita la sepolturasannuncia, atitravelrsoel il riíerimento; alla maternità, Jnuovça nascita c:lš1e›esiges di eolàjliare/e cli essere nati da don- da assegno displrezzo versslo condizione umana come  ben schiariscono~ versi 26-f27:l «dixzíno ël il seno da cui sia-e / (le non sono che madfi s.econdo)››. La di-e ? Saffo Zå._..,,ina Caatéa aítimã; 1791, vv.   <<m°fincoambi da tergof,-.fronte sorto/i e Tue sllllae spalla ;posiaí1a maquestonon è un di te è dire di me: anche io sono»(Salmodiø aree;-:zz,es in eírimi, cn., 179, vo,   Cfr. SeANTUoc1, A I?feƒa:;iloae,e_ in Ttmomo, Poesie, Neri Pozza,cenza1971,  e  136 Turoldo re il Padre 8 garanzílìa di vita che prøseglle e-Cl íinsieme segnol chíarazìcme lesprìmer piuttoesetlo la lsc“el›i;a superare il ma nologo rìndivìdualísmol mortificante che disegng l'e. slistenza rientri) unorizzonte reselusrivfllmente fu_1nano;. E iin-e somma aprífer lo :spazio la Dio: ;e risceprirsì creatura in rela» zione, figlio ll COSì COI1*'n¢ figlio della steppa, nomadel le abituato alle più lelementari rnecessirà, ¬poetla pregare il Padre eorr richieste che nei merteano e1ziÈ<:lei1za la rpremural affettuo- Sa nelcorrispondere ai lläìsügnì Vitralí rclell uomo;, eesatta- mente rrcofrrlerel nel Padre Nostrosi .prega <<claccí oggilil eno- Sftfrü panel quotidía11oe››9. eC%lonten1poraìnea1mentee questo pgmeí è il eil:›o~ sldllo dollafte non :si può farer a meno. il cibo ;cl1e ha :permesso al profeta Elia,tra le rígllhey, di prosegllíree la Iícer;ca di Dior quando la» Speirarllza era caclutlae: «Con la efoerzea datagelì :cla .quel cibo, cammìnöl per quaranta   gìor11íer ee quaranta inerti rfim al rfnonre di rDíol, 1'0rreb›› (1 Re19, r8)- «dammi ldei figli» coricorclíá; con Dior. Ripetere in maniera eincalê- zante per quattro= vøltreeè, eoscierlzar della possibrílirà di Chiedere quanto .figlio ed ei11lsie111evclesìé:lerío di sentire la vícinanzae del Paclref. Di nasce: lllilarrsía essere rocrcatí quasi ingenuamenf tel, limite della lcølscíenza, dellla presenzar amcroslƒa di Dio per poter” esperíieiìzifáelmentelr proprie le parole di Isaia   «tutta ila, etrerra fè pienadella sua g1eria››1°, In lCå›'šst0s vaskrese *proprie le epartrir 'del moncloe evege~ talë, le eradìci (lvl. 855 ); le l<<pruntel vive dei rserrlì» 86) e ì fíørì Clellšä rmågflüliß rfaPPlfe¢S€HfanG lmretornimìcamente la 'r0tf:ili'«.'à dellla lnaíturar, del Creatø rdøve Sì Vorrelåliaero coglie- re sempre segni non provvisorie io: «Dì nuovo sentì- re.. .e cher fsrtaíll :šotrø le ;rraclici›>r 84-le8e5l)-11.   9 Si noti jP<§í Possibile riferimento a Osea 11,1 4, alla edelscrië zione della [cura di Dio-padre verso' il figlio-7Israeler:'~ r«. ehinavo sulluri/ per rdrarglida mangiare-››, 1° Le pareler di Isaia sona stare. reínrerpreraere poerícramente nella rraccoltá-testamento Canti ulítimríz «Gemìto sei delllintera nam- ra/ desiderio che ci vertìiecaíliezl ;pass'iofie di esistere tutte lei rvìte» ;(°C'are sšarzo, 68, 11 13). 11 «Tu non sei il llfiumeƒl ma ti enfascoerldi nel fiume, non seifla  Padre   127 Infine si prega respüare; Dio colvento, di sentire cioè la sua; ƒpreseencza inerviteábilef come inevitabile il resepciè rare; per ll°uo1no, La epírolla <<vento›> è anche punto di salƒclatura etrra la passlionc rpnetíca el religiosa lTnreldoe; Poe-tilcae perché <<vento›>, oltre ad essere rícorrentìssin1a12, è eparola nanruralmente evocajteiva come annoròPalmare Lee- ín quantol il vento- èl perfififpibílei dal sensianche se l<<1non, -sin vfedce; lløggeltto fchre, lo l1;>f0clIicee››13; per questo ri- manda all°ìhfinlìte0c.   Passic›ne relligìøsa íperché-l di Turoldo è Dio e il vento nella lßibbialle cè *Suor soffio vita, è 1° «aura dolce»e íruattesache lríve1la;lDioel ad Elia: «Dopo il fuococi fu un mcrmcrin del venite, leggero. lCo1nel°ndì,c .Elia *si coprìe il Völltü con rnanltello» (llìe, ce1c2bl-l13)l1-4 .   íoirestalh ma sein nascostlo nella fc›resra, / non sei il vento/   sei il vento delvenr_9››«(Esagom:›,,ir1cCzz†z;fiìueZ:imä,l VI, vv. 1-6).   12-” unaceparlolac che lrìmane»signjíicalrivaanche in Cìmti z:Ztz`mz`.c cqnella sede; delle parole chiave prese in esarne nei quattro versi ccncluslivi Cfåffistnsll vosferesg, l<'<vencto››l ha la più elevata' frequenza: 1c0r voltecontre Élcl <<radìcì››,, <<seme/semiiaare», e <<£ìo¬e ¬rec›>l._r`Cfr.. rSl`;WOceA,l ctmßnrdanzcl dèllá poesia' ifáliäfla del Novce¬ r¢cz¢tol,nZanìcll1ellfí,c lBol*c›gna;l1l995.    13 ìLenoPA;m1, Zêbaidcme, Mom-ladorilr, I\/.lilano 1994,11, V693. C<3.me; acclennoi 3113; .lrclazlioenev Tm-olizlo-Leopardi Tè interessranetelegge-l re Le“apa†dí, laflåmale cflzizzl, in leì.se12sšemáei§ .., 427. 14 E lTur0c'.lo in :Canti tzltiääzél dirà: <<Oh,_ quanti cercate, state- se- Egli per enoì non verrà rn-ai, meno/ll e lui stesso varcherãl 1°aloís~ so» (Ultimo atto delia sruavlo7z†2lãpotef2za,l 206).
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