VIGONI A., PETTENÒ E. - Lungo la via Annia: nuove ricerche presso il Foro di Iulia Concordia

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VIGONI A., PETTENÒ E. - Lungo la via Annia: nuove ricerche presso il Foro di Iulia Concordia
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   Premessa La prima notizia relativa al foro di  Iulia Concordia risale al  ; nella rivista  Notiziedegli Scavi di Antichità edita in quell’anno, Dario Bertolini, illustre avvocato portogruaresecui si deve la riscoperta delle antichità concordiesi, pubblica la pianta dell’antica coloniarealizzata da Antonio Bon (fig.  ), rielaborazione di quella a suo tempo tracciata dall’ing.Dal Prà seguendo le «indicazioni del provetto escavatore Giacomo Stringhetta» (fig.  ).Contestualmente fornisce una sintetica descrizione del sito, inserita in quella più ampiache dava ragione, almeno «nelle linee generali», della «topografia dell’antica città»  . Nellamappa l’ insula che doveva ospitare lo spazio forense è resa con un acciottolato e non ven-gono riportati nel dettaglio gli elementi della pur sintetica descrizione.Nel corso dell’inverno  -  , a seguito di alcuni lavori agricoli in «uno dei fondiindicati come l’area del Foro», il Bertolini coordinò alcuni sondaggi, condotti sul camposotto l’«intelligente scorta» dello Stringhetta, che consentirono di avere «un’idea moltosicura della sistemazione»; di essa lo studioso conduce una minuziosa descrizione sullepagine delle  Notizie degli Scavi di Antichità del dicembre   .Tali lavori, seppure datati, hanno costituito il punto di partenza delle ricerche piùrecenti condotte da Pierangela Croce Da Villa e da Elena Di Filippo Balestrazzi, i cui par-ziali esiti non hanno fatto che confermare le caratteristiche dell’area così come descrittanelle note redatte alla fine del XIX secolo   ; si deve alle due studiose una loro rilettura cri-tica da cui si sono mosse nuove ipotesi e si è tentata una ricostruzione grafica  .Si è dunque partiti da tali dati nel momento in cui, nell’ambito del progetto relativoalla Via Annia, è stata condotta una campagna di scavo relativa al foro, sulle cui strategiedi approccio e sui cui preliminari esiti si dirà di seguito; tuttavia, prima di scendere neldettaglio dell’indagine archeologica, si ritiene interessante e opportuno prestare atten-zione a una “scoperta” realizzata contestualmente allo svolgersi dello scavo. LUNGO LA VIA ANNIA: NUOVE RICERCHEPRESSO IL FORO DI  IULIA CONCORDIA Elena Pettenò*, Alberto Vigoni** * Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto; ** Dedalo s.n.c.  B ERTOLINI   ,  ; cfr. B ERTOLINI   ,  .  B ERTOLINI   ,  -  .   D I F ILIPPO B ALESTRAZZI   ,  -  ; D I F ILIPPO B ALESTRAZZI , C ROCE D A V ILLA  ,  -  ; D I F ILIPPO B ALESTRAZZI   a,  -  ; D I F ILIPPO B ALESTRAZZI   b,  -  .  D I F ILIPPO B ALESTRAZZI , C ROCE D A V ILLA   ,  -  .   ELENA PETTENÒ, ALBERTO VIGONI   LUNGO LA VIA ANNIA: NUOVE RICERCHE PRESSO IL FORO DI  IULIA CONCORDIA 1.Pianta di Iulia Concordia realizzata da Antonio Bon nel 1880 (Bertolini 1880, tav. XII ).2.Pianta di Iulia Concordia realizzata dall’ing. Dal Pra seguendo le indicazioni di Giacomo Stringhetta (Archivio MNC ).3.Archivio MNC , cartella anno 1882, documento 1 - Fronte (Archivio MNC ).4.Archivio MNC , cartella anno 1882, documento 1 - Retro (Archivio MNC ).   Note storico-archivistiche a margine del foro di Iulia ConcordiaContestualmente alle ricerche che da alcuni anni si stanno conducendo in ambitoconcordiese, è emersa l’importanza di rivedere in maniera sistematica i documentidell’Archivio storico del Museo Nazionale Concordiese di Portogruaro   e di coniugarliadeguatamente con le informazioni che si ricavano dalle puntuali relazioni edite dalBertolini sulle pagine delle  Notizie degli Scavi di Antichità . Questo sia per ricostruire levicende delle scoperte condotte nel corso della metà dell’Ottocento sul terreno dell’an-tica  Iulia Concordia , spesso punto di partenza e di comprensione per quelle più recenti,sia per meglio delineare l’articolata vicenda del Museo di Portogruaro, istituto antiqua-rio che rappresenta al tempo stesso sintesi ed espressione di tali vicende  .È stato così avviato un lavoro di riordino complessivo della documentazionedell’Archivio Storico del Museo nel tentativo di rendere sistematiche le informazioni; perfortuita coincidenza, nel settembre del  , proprio nel momento in cui si stavano rea-lizzando i sondaggi sul campo, è stato ritrovato un interessante documento inedito, dicui si dà notizia in questa sede come annotazione a margine al lavoro che andrà invece aillustrare i nuovi dati di scavo.Nella cartella che conserva la corrispondenza relativa al Museo per l’anno  , ildocumento n.  è rappresentato da un foglio irregolare, in quanto tagliato, che misura,nelle dimensioni massime, cm  ,    ×   ,  , scritto su ambedue i lati (figg.   -  ); redatto aPortogruaro nel  da Dario Bertolini, come suggerisce l’analisi della calligrafia, ilmanoscritto non sembra riportare una datazione più precisa.Le annotazioni sulla  fronte del foglio sono vergate con inchiostro blu, mentre gli schiz-zi sono realizzati a matita. Al centro campeggia il disegno schematico del foro orientatoa nord. Si tratta di un doppio rettangolo: lungo il perimetro di quello più esterno sonoindicati i pilastri e gli intercolumni; ogni lato riporta l’indicazione della lunghezza (  ) edella larghezza (  ); il rettangolo più interno presenta sul lato lungo la misura (  ), altrecifre scandiscono i lati corti, mentre lungo il lato ovest sono tracciati alcuni pilastrini coninchiostro. All’interno della pianta, a matita, alcune indicazioni circa le caratteristiche deipilastri ed elementi per definire la localizzazione del foro (sulla destra strada per Spaveda e  Braida Scarpa ...). Sulla destra del disegno sono invece visibili alcuni calcoli, tracciati amatita, probabilmente da riferire alla distanza e alla distribuzione dei pilastri e degli inter-columni; sulla sinistra appunti a matita, ancora riferibili alla distanza tra i pilastri e alleloro caratteristiche, cui si aggiunge lo schizzo di una sezione. Il disegno è chiosato dacifre, da  a  , esplicitate nella parte sottostante del foglio da alcune note tracciate ainchiostro. .  Linea dei fabbricati .  Basole pel sottoportico alla distanza di cinque metri dal muro ed a pari distanza l’una dall’altra  . Strada larga dieci metri che coi cinque del sottoportico fanno i  segnati nello spazio . limite del foro che lo Stringhetta non sa dire come fosse terminato: giusta le sue delucidazioninon vi sarebbe anzi nessuna demarcazione, ma attribuì alla strada la sezione di dieci metri per-ché erano larghe altrettanto le strade che dalle isole fronteggianti venivano a mettere capo alla piazza; per cui quelle che correvano ai lati della medesima non erano che la continuazione di esse.  . due file di basole alla distanza di m.   .   circa l’una dall’altra.  ELENA PETTENÒ, ALBERTO VIGONI   P ETTENÒ , T OSO   ,  -  ; P ETTENÒ   a,   -   ; M ARANO , P ETTENÒ   , c.s.  P ETTENÒ   ,  -  .  . spazio fra le due file di basole largo   m. che forse costituiva il vero foro . nello spazio   -   dal lato antistante si trovano i pilastri – basi – in cotto di tre metri circa di lato,coperti con grandi piastre lavorate a modanature. Questi pilastri di cui non sa [Stringhetta n.d.a.] precisare erano parte soli, parte (più piccola) appaiati come nel disegno Il testo prosegue sul lato destro del disegno, a commento della lunghezza del foro, enella parte soprastante.  La lunghezza del foro senza la strada di nord e sud era di 100 m e a dire dello Stringhetta però invia di congettura i pilastri o basi appaiati sarebbero 8 e i pali 12 e quindi alla distanza di cinquemetri circa l’uno dall’altro. Giova notare per altro che la fila orientale delle basole dalla parted’oriente e cioè della fila parallela era coperta dal selciato fino alla pietra viva; dall’altro lato inve-ce era scoperta; cosicché dal selciato alla strada o allo spazio dei pilastrini basi vi era un gradinodi circa 50 cent. Sul lato destro del foglio, accanto allo schizzo della sezione del pilastrino, si trovanoalcuni sintetici appunti scritti a matita. Pilastri alla distanza di Mt   l’unoPianta dei pilastri Mt   ×    di baseridotti a Mt  .   ×   .   dall’altezza di Mt   Quasi attaccati alla linea che racchiudeva la piazza Sul retro del foglio si trovano, tracciati a matita, gli schizzi di due sezioni con le indica-zioni delle misure; infine la pianta dei pilastrini.Dall’analisi risulta evidente come il documento in questione altro non sia che unfoglio di lavoro di Dario Bertolini dove vengono collazionati i dati fornitigli dalloStringhetta e quelli desunti a seguito delle indagini condotte tra la fine del  e gli inizidel  . Appunti scritti a penna chiosano schizzi a matita; non mancano poi alcuni cal-coli, nonché deduzioni derivanti dal confronto tra quanto recentemente scoperto e leconoscenze circa l’antica colonia e circa i fori di altri centri.La lettura comparata tra la relazione uscita sulle pagine delle  Notizie degli Scavi di Antichità alla fine del  , a seguito dei lavori condotti, e il documento redatto probabil-mente nei primi mesi dello stesso anno, permette di ipotizzare che quest’ultimo sia laminuta vergata dal Bertolini come traccia di lavoro per l’edizione dei dati volta ad aggior-nare le sintetiche e parziali informazioni di cui aveva fornito notizia nel  .Il documento in questione risulta di una certa utilità. Sebbene aggiunga pochi ele-menti a quanto noto sulla base delle dettagliate relazioni del Bertolini – dalle quali si eragià partiti nel tentativo di posizionare, nell’ambito della città moderna, l’antico foro –,non di meno esso si dimostra di un certo interesse in quanto consente di formulare alcu-ne considerazioni circa il metodo di lavoro dell’avvocato portogruarese. Risulta innanzi-tutto evidente il ruolo essenziale di Giacomo Stringhetta, cavatore di pietre la cui cono-scenza dell’antica colonia, formatasi lavorando con intelligenza “sul campo”, era tale percui egli fungeva non solo da fonte di informazioni perlopiù puntuali, ma anche da“memoria storica” da cui partire nelle nuove ricerche. Nella pianta redatta partendo dallesue osservazioni (fig.  a), il foro viene indicato da alcuni elementi interpretabili come queipilastri sulla cui analisi il Bertolini si sofferma, mentre nella pianta del  (fig.  b) l’areaforense è indicata da una semplice platea basolata. In questa resa meno dettagliata si può  LUNGO LA VIA ANNIA: NUOVE RICERCHE PRESSO IL FORO DI  IULIA CONCORDIA
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