Datazione e attribuzione dell'anamorfosi di san Giovanni a Pathmos presso il convento della Trinità dei Monti a Roma. Nuovi elementi sull'attività di Jean François Niceron

of 16
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information Report
Category:

Devices & Hardware

Published:

Views: 8 | Pages: 16

Extension: PDF | Download: 0

Share
Description
Datazione e attribuzione dell'anamorfosi di san Giovanni a Pathmos presso il convento della Trinità dei Monti a Roma. Nuovi elementi sull'attività di Jean François Niceron
Transcript
  20/2/2017 Datazione e attribuzione dell’anamorfosi di San Giovanni a Pathmos presso il Convento della Trinità dei Monti a Romahttps://mefrim.revues.org/563 1/15 Mélanges de l’Écolefrançaise de Rome - Italieet Méditerranée moderneset contemporaines 122-1 | 2010 :Mélanges Mélanges Datazione e attribuzionedell’anamorfosi di San Giovannia Pathmos presso il Conventodella Trinità dei Monti a Roma Nuovi elementi sull’attività di Jean-François Niceron Chronology and attribution of the anamorphosis of San Giovanni in Pathmos near the Convento della Trinitàdei Monti in Rome: new developments on the activities of Jean-François Niceron G髳 F臟论 臟 F论 M论 p. 123-135  Résumés Italiano English A seguito del recupero dell’anamorfosi di San Giovanni a Pathmos – nella galleria ovest delconvento della Trinità dei Monti a Roma – gli autori fanno chiarezza sulla sua datazione eattribuzione. Con citazioni puntuali delineano il quadro dei dati utili, mostrando come JeanFrancois Niceron sia certamente l’esecutore dell’opera tra la metà del 1639 e l’inizio del 1640.Dopo aver riportato e interpretato alcune importanti epigrafi inedite contenute nel dipinto,forniscono spunti di approfondimento sul ruolo culturale dell’Ordine dei Minimi nel clima dellaControriforma, suggeriti dall’esecuzione mirabile del giovane e geniale religioso. A ulterioreconferma delle loro intuizioni danno notizia del notevole ritrovamento di un nuovo astrolabiocatottrico nell’angolo nord ovest del secondo piano del convento,di cui mostrano le ricostruzioni virtuali.  20/2/2017 Datazione e attribuzione dell’anamorfosi di San Giovanni a Pathmos presso il Convento della Trinità dei Monti a Romahttps://mefrim.revues.org/563 2/15 Following the recovery of the anamorphosis of San Giovanni in Pathmos – in the western galley of the convent of the Trinità dei Monti in Rome – this paper aims to clarify questions concerningits chronology and attribution. Thanks to the existence of some well-dated contemporary documents we can confidently attribute the work to Jean Francois Niceron, which was apparently carried out between 1639 and the beginning of 1640.  Additionally there are some important unpublished epigraphs on the painting which providefurther information on the cultural role of the Order of the  Minimi  , with respect to the ProtestantReformation, suggested by the particular portrayal of Giovani and the religious elite. Thesignificant discovery of a new catoptric astrolabe from the north western corner of the secondfloor of the convent is then outlined and illustrated through virtual reconstructions. Notes de la rédaction Con la collaborazione di Luigi De Cesaris e Maria Cristina Tomassetti Texte intégral  Studi precedenti Nel convento della Trinità dei Monti a Roma, a partire dal giugno 2005, è iniziato ilprogetto di recupero del dipinto murale anamorfico raffigurante  S. Giovanni a Pathmos lungo la galleria est del primo piano 1 . S’intende di seguito dare conto non solo dellavoro svolto ma anche della notevole quantità di dati emersi durante il restauro che,confrontati con le fonti, forniscono molti nuovi spunti di approfondimento sul ruoloculturale dei minimi e – per la prima volta – la possibilità di attribuire e datare concertezza il lavoro scientifico-artistico svolto alla Trinità dei Monti. 1 L’opera occupa la parete orientale e la volta, per una lunghezza di circa 21,00metri 2 estendendosi parzialmente nella galleria nord. 2 Dal «punto oculare» – l’angolo sud-est della galleria – è visibile la figura di S.Giovanni, di profilo, chino nell’atto di scrivere il Libro dell’Apocalisse; frontalmente silegge invece un paesaggio compreso tra due grandi alberi. I particolari che locaratterizzavano sono andati per lo più perduti. Nella zona centrale si individua uncampo arato, con minuti animali, che nella figura di partenza è il libro di S. Giovannisul cui lato destro l’autore riporta l’iscrizione in greco ταυτ  ῆ ς   πτ ῆ ς ἀ  ποάυς,   τ  ῆ ς  ἀ  ποάύες ἀ υτοπτ  ῆ ς  3 . Dall’albero di sinistra, sulla parete della galleria nord, sidiparte un ramo secco sul quale è posato un gufo. La fronda rigogliosa si sviluppa sulla volta del braccio orientale, facendo da sfondo al Santo: si scorgono in essa un serpente edue uccelli, uno accanto ed uno in volo sul rettile. Sopra le spalle di S. Giovanni, èappeso ad un ramo il cartiglio che reca il motto citra dolum fallimur . 3 Dietro l’Evangelista, sporgente oltre il capo, è un albero spezzato e bruciato,all’interno del quale è possibile scorgere una città in fiamme e frammenti di un angelocon la tromba; frontalmente è riportata, in minuscoli caratteri di colore bianco,l’iscrizione AP VIII, verosimilmente una citazione della Sacra Scrittura 4 . 4 La conoscenza dei dipinti nelle gallerie del primo piano del convento risulta piuttostolacunosa, frutto per lo più di studi specialistici e parziali che, sopra ogni cosa, nonhanno incrociato i vari dati a disposizione o via via emersi, impedendo di fatto unacontestualizzazione generale. Solitamente si ritiene che le prospettive anamorfichesiano opera di p. Maignan (1601-1676) e di p. Niceron (1613-1646), prodotte in unperiodo incerto tra il 1636 (arrivo del più anziano a Roma) e il 1642. Bonnard 5 parla diun lasso di tempo precedente il 1640 e ritiene che l’anamorfosi di S. Francesco sia diNiceron e quella di San Giovanni di Maignan sostenendo anche che questa fosse «engrisaille». Lo storico descrive anche Niceron 6 come il «plus brillant élève» di Maignan,«qui ne séjourna guère à Rome que dix mois, pendant lesquels il mena de front avec sonmaître, outre les sciences spécifiquement ecclésiastique, une étude approfondie del’hébreu et de l’optique». Il manoscritto di p. Martin 7 , conservato presso l’archivio disan Luigi dei Francesi, che riporta molte notizie storiche e una descrizione generale 5  20/2/2017 Datazione e attribuzione dell’anamorfosi di San Giovanni a Pathmos presso il Convento della Trinità dei Monti a Romahttps://mefrim.revues.org/563 3/15 Elementi chiarificatori sulle datazioni epuntualizzazioni essenziali sulle edizionidelle opere di Niceron della Trinità dei Monti alla fine del ’700 non risulta fruttuoso in quanto piuttostosfumato sull’argomento.Gli studi recenti, pur avendo il pregio di una più seria considerazione del climaculturale in cui i dipinti sono stati prodotti, mancano spesso di un nitido e puntualerichiamo ai testi degli autori laddove sembrerebbe maggiormente necessario. Ancoranebulosa risulta in questi lavori ad esempio la datazione certa dell’opera di Niceron(evidentemente il San Giovanni), suggerita attraverso deduzioni che denotano la scarsaanalisi dei testi srcinali. Gli articoli più aggiornati e degni di attenzione sul rapportoMaignan-Niceron e in generale sulle prospettive anamorfiche risultano quelli diDubourg Glatigny-Romano 8 , Julien 9 , Bessot 10 ai quali si rimanda anche per la bibliografia generale sull’argomento 11 . 6 Partendo da questi studi proviamo a fare un po’ di chiarezza e ad inserire i nuovi efondamentali elementi emersi nelle recenti ricerche. 7 L’anamorfosi di San Giovanni a Pathmos è opera di Jean Francois Niceron, compiutain un periodo a cavallo tra la metà del 1639 e i primi mesi del 1640. 8 Per affermarlo è necessario analizzare i testi da lui stesso pubblicati e quelli uscitipostumi, relazionandoli con il dato acquisito della sua permanenza a Roma per pocotempo, «dix mois» dice Bonnard, nei quali ha probabilmente insegnato matematica eprospettiva. Dieci mesi che leggendo gli atti capitolari 12 si riferiscono per l’esattezza alperiodo 25 maggio 1639 (Niceron dichiarato locale) – 16 marzo 1640 (Niceron dato inpartenza per la Francia) 13 . 9 Il famoso  La perspective curieuse del 1638 14 è uscito in prima edizione viventel’autore; in esso non si fa il minimo cenno all’anamorfosi di San Giovanni né alsoggiorno a Roma. Si tratta di un libro piuttosto teorico con esempi generici. Ulterioriedizioni usciranno solo postume (1652 15 e 1663); sono pubblicazioni certamenteampliate da p. Mersenne (e poi da Roberval), grande estima-tore, amico eprobabilmente maestro di Niceron, che aggiunge le sezioni che l’allievo non avevapotuto curare e una serie di esempi concreti. Tali esempi però non sono una merachiarificazione decisa dal curatore, sono invece tratti dalla ben più importante opera cuiNiceron attendeva quando è morto: il Thaumaturgus opticus 16 , trattato in latino di cuiil giovane e geniale minimo aveva composto solo la prima parte e che venne dato allestampe in punto di morte. La sezione conclusa nel 1646 ripercorreva i temi dei primidue libri della prima edizione de  La perspective ampliandoli, approfondendoli edelargendo una gran quantità di esempi concreti, tutti quelli realizzati dopo il 1638; nonera dunque la semplice traduzione «non fedele» del testo francese, come spesso siritiene, ma una vera e propria riscrittura e un ampliamento. L’  Elogium autoris postosubito dopo il frontespizio, scritto postumo probabilmente da p. Marin Marsenne, èassolutamente chiaro:  Interim autem edito libro, ut erat ingenuus & liberalis, suum & artis secretum gentilibus evulgavit (scripsit enim Gallice) quod ut commune postmodum faceret omnibus gentibus, reperitis ab alto eiusdem scientiae principiis,deductisque certa & perpetua methodo conclusionibus, non de gallicum tantumlatinum, se de vetere novum opus cudit  . 10 Questo è il motivo per cui l’edizione del 1652 de  La perspective curieuse dà come giàfatte le anamorfosi di Roma e Parigi («comme i’ay fait à nostre Convent de la Trinité duMont à Rome, & a celuy de Paris» 17 , sintesi del testo latino del 1646 tum Romae innostro Sanctissimae Trinitatis Pinciano Conventu, tum Lutaetiae in hoc ad  Hippodromum Regium coenobio, ubi videre licet institutas a nobis in longissimoambulachri pariete eiusmodi proiectiones, quarum idem est subiectum, sed figuraeadumbrandae habitus & dispositio multum dissimilis; ) 18 . 11  20/2/2017 Datazione e attribuzione dell’anamorfosi di San Giovanni a Pathmos presso il Convento della Trinità dei Monti a Romahttps://mefrim.revues.org/563 4/15 Decifrazione della scritta lungo il latodel libro del santo Nel Thaumaturgus è importantissima poi la frase relativa al san Giovanni di Roma: & quidem Romae descriptam sive illius ἔ  τυπον iam prae manibus non habemus, cumlaevissima tantum ipsius Idaea sex aut septem ab hinc annis nobis relicta sit  19 .Dunque ponendo come terminus il 1646, sei o sette anni prima danno proprio il 1640-1639, anni nei quali è certa la presenza di Niceron: è evidente che l’anamorfosi romanacitata su entrambi i testi (latino e poi francese 1652) era completata in questa data. Ilreligioso, proprio a causa del tempo trascorso, descrive con dovizia di particolari soloquella parigina, di cui pubblica anche un’incisione della fase preparatoria 20 . 12 Julien 21 ritiene che Niceron sia stato incaricato dai frati della Trinità di fare un ritrattoprospettico di Luigi XIII e che questo non sia stato realizzato optando per il sanGiovanni. La deduzione deriva da un errore legato probabilmente alla convinzione,diffusa tra molti autori, che Niceron dipinga la sua opera nel 1642. Poiché gli atticapitolari testimoniano effettivamente l’incarico dato al minimo per un ritratto del re,proprio il 16 marzo 1640 22 (mentre cioè egli prepara la partenza) si è dedotto che tra il’40 ed il ’42 i Minimi abbiano optato per il cambio di soggetto. Essendo però dimostratoche al momento dell’incarico Niceron aveva già dipinto la sua anamorfosi crediamoopportuno suggerire che il ritratto di Luigi XIII potesse essere previsto per una dellegallerie rimaste libere, più probabilmente quella attualmente occupata dalla cappelladella Mater Admirabilis, piuttosto che quella nella quale dipingerà Maignan la suaanamorfosi. Bonnard 23 scrive che del san Giovanni vi siano «fragments encoreexistants» dai quali arguisce che l’opera non avesse granché di artistico: dunque ancoranel 1933 l’anamorfosi di Niceron non era del tutto scomparsa, come comunemente sicrede. 13  Vale la pena aggiungere qui che da un compendio dell’epoca si evince un trasporto disuppellettili dalla «vecchia» alla «nuova» sacrestia del convento nel 1638 24 (gran partedell’ala est è stata completata nel 1622). Le zone «nuove» venivano arredate in queglianni e s’interveniva certamente anche nella galleria corrispondente del primo piano, laquale presenta dei tagli verticali lungo la parete est (quella del dipinto) – relativi forseal posizionamento di catene per la volta del nuovo Capitolo o a elementi distabilizzazione della centina – risarciti subito prima della realizzazione dellaprospettiva 25 :la data ’39-’40 per l’anamorfosi risulta quindi estremamente compatibilecon il quadro delle sistemazioni eseguite in quello stesso periodo. 14 L’esame del fondamentale Thaumaturgus opticus indirizza verso una migliorecomprensione anche della scoperta fatta di recente nel lavoro di recupero: nel testo ècontenuta infatti la frase riportata nel dipinto sul libro del santo, trovata dairestauratori e d’impossibile decifrazione con la sola analisi autoptica. A pagina 177leggiamo, verso la fine dell’esposizione di alcuni particolari relativi all’anamorfosi diParigi: sed & memini me delineatae in Romano conventu proiecturae, sic alludereverbis graecis quae ad ipsum, quem prae manibus tenet, Evangelistae librumapponebam, & spectatoribus legenda proponebam ταυτ  ῆ ς   πτ ῆ ς ἀ  ποάυς,   τ  ῆ ς  ἀ  ποάύες ἀ υτοπτ  ῆ ς.  Questo era il testo greco dipinto in lettere capitali sul librodell’evangelista: un confronto con i frammenti e le tracce delle lettere ha permesso airestauratori di contrastare maggiormente le impronte srcinali con delicate velature adacquerello. 15 La frase, con un gioco di parole, può essere tradotta: l’apocalissi di questa ottica, il testimone dell’apocalissi  . Il nodo è proprio nel significato letterale e letterario deltermine apocalissi – rivelazione: nella prima parte, letteralmente, si sottolinea larivelazione del soggetto del dipinto attraverso lo sguardo impostato correttamente,nella seconda parte si allude letterariamente alla «Rivelazione» di cui S. Giovanni è«testimone» e che dà il titolo all’ultimo libro della Bibbia. 16  20/2/2017 Datazione e attribuzione dell’anamorfosi di San Giovanni a Pathmos presso il Convento della Trinità dei Monti a Romahttps://mefrim.revues.org/563 5/15 Il ruolo di niceron nel panoramaculturale della prima metà del seicento Proviamo dunque a fornire una serie di spunti di approfondimento sul ruoloculturale di Niceron e dell’ordine dei minimi, sulla base di considerazioni emersedurante la lettura delle fonti e dal loro confronto con i dati forniti dal restaturo. 17 Nel Thaumaturgus opticus Niceron scrive chiaramente ( Thaumat.  p. 178): Convenienter etiam & apposite, possunt in hoc proiectionis genere usurpari  Monochromata [...]  Huiusmodi luculentam proiecturam in altero dicti Conventusnostri Romani ambulachro, ex insigni tabella prototypa B. patris nostri Francisci de Paula similiter organice adumbravit R. P. Emanuel Maignan Sacrae Teologiaeibidem Professor, vir certe animo non minus quam manu industrius, in mathematicisversatissimus , parla dunque di Maignan non come di un suo venerabile maestro, cuideve tutto, ma come di un professore di altra materia estremamente interessato e abilenella scienza matematica e ottica 26 . Sembra il caso di sfumare un poco il suo purimportantissimo ruolo e di dare definitivamente a Niceron il posto che merita nelcampo della teorizzazione delle prospettive anamorfiche (i due condividono una ricercasfociante in applicazioni differenti e complementari). La lettura approfondita del  Perspectiva Horaria di Maignan 27 serve a confer-mare totalmente questa visione: a pag.438 scrive [...]  praesertim animadvertens, de eadem fuse, iam iterum egisse R. P. Niceronem nova editione, qua Perspectivam suam mirabilem aeque, & curiosamvertit, ac extendit in Thaumaturgum opticum, non minus ipse Thaumaturgus, qui resadeo miras atque difficiles, mirabili facilitate, & pari diligentia edisserat, perficiatque; [...]  At ne quid ego ad Thaumaturgum addere voluisse videar, solum proseram, quem amici postulant modum, hac in re operandi, meum, cum ijs, quae ad eius demonstrationem necessaria visa fuerint [...]. Niceron è senza dubbio il teorico diriferimento per quanto riguarda le anamorfosi. 18 Egli si presenta come un ragazzo prodigio, pupillo di p. Mersenne, studioso diteologia ma soprattutto di matematica e di ottica; sappiamo che si era formato in unambiente caratterizzato dalla larga diffusione delle idee di Cartesio col quale egli stessoaveva avuto frequentazione, presentato proprio dal mentore (Cartesio sin dagli anni ’20era assiduo frequentatore del circolo intellettuale di Mersenne, all’interno del qualeaveva dato vita alla sua prima opera le  Regole per la direzione dell’intelletto ). Quandoarriva a Roma, Niceron trova p. Emanuel Maignan che è professore di Teologia e dottofrequentatore di grandi e famosi scienziati come Torricelli (prosecutore in sordina dellasperimentazione di Galileo, di cui era allievo, senza però approfondire le implicazioniteoriche e sistemiche che potevano derivarne). L’ambiente culturale in cui si muovono iminimi è lo stesso ambiente dunque in cui producono le loro speculazioni i miglioriluminari europei 28 . Va sottolineato con forza che p. Marin Mersenne ha dato uncontributo fondamentale nella diffusione della cultura europea del XVII sec.; i grandistudiosi hanno utilizzato lui e la sua cerchia intellettuale come mezzo di dibattito escambio di contributi filosofici e scientifici (Galileo, Cartesio, Gassendi, Torricelli,Fermat, Hobbes, Huygens, e tanti altri). È Mersenne che traduce alcune opere di Galileoin francese e le mette a disposizione della comunità scientifica; è lui che comunica le  Meditations metaphysique di Cartesio ai dotti del tempo riportandone le obiezioniall’autore; è lui che intrattiene rapporti epistolari con Galileo e lo difende anche neglianni più bui. Si potrebbero arricchire gli esempi con la citazione della corrispondenzacon altri studiosi, delle sue pubblicazioni scientifiche, delle sue notevoli scoperte nelcampo della matematica e dell’acustica. Raccontare la figura di questo religioso edell’ambiente culturale che vi ruotava attorno non è tuttavia possibile in questa sedema il concetto che l’ambito di provenienza di Niceron fosse di questo livello è diessenziale rilevanza. 19  Va notato ora come il campo specifico del giovane minimo (l’ottica in particolare)tragga stimolo per la sperimentazione proprio nel convento della Trinità: a seguito cioèdella prima edizione del  La perspective curieuse egli trova un terreno fertile nel qualemettere in pratica i precetti pubblicati; rintraccia anzi in p. Maignan un interlocutore 20
Recommended
View more...
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks
SAVE OUR EARTH

We need your sign to support Project to invent "SMART AND CONTROLLABLE REFLECTIVE BALLOONS" to cover the Sun and Save Our Earth.

More details...

Sign Now!

We are very appreciated for your Prompt Action!

x