Review of "Boccaccio geografo. Un viaggio nel Mediterraneo, tra le città, i giardini e…il ‘mondo’ di Giovanni Boccaccio". A cura di Roberta Morosini, con la collaborazione di Andrea Cantile. [Firenze, 2010] in "

of 6
All materials on our website are shared by users. If you have any questions about copyright issues, please report us to resolve them. We are always happy to assist you.
Information Report
Category:

Marketing

Published:

Views: 9 | Pages: 6

Extension: PDF | Download: 0

Share
Description
Review of "Boccaccio geografo. Un viaggio nel Mediterraneo, tra le città, i giardini e…il ‘mondo’ di Giovanni Boccaccio". A cura di Roberta Morosini, con la collaborazione di Andrea Cantile. [Firenze, 2010] in "Studi e problemi di
Tags
Transcript
   Recensioni 238 gliaia di definizioni, ‘detti di diversi’, ‘detti di poeti’, esempi ed imprese ordinate per temi, si colloca nella «   fase discendente, per non dire postuma, della parabola dell’operosità gnomica che era all’apogeo in età umanistico-rinascimentale   » (p. 󰀳󰀱􀀴).  Andrea Severi ( Università di Bolona ) Boccaccio eorafo. Un viagio nel Mediterraneo, tra le città, i iardini e… il ‘mondo’ di Giovanni Boccaccio , a cura di Roberta Morosini, con la collaborazione di Andrea Cantile, Firenze, Polistampa, 󰀲󰀰󰀱󰀰, pp. 󰀲󰀷󰀲 con tavole a colori. N ell’italianistica  americana – com’è noto, tradizionalmente anco-rata alla dantistica – gli studi boccacciani stanno vivendo una stagione di nuovo e rinvigorito entusiasmo. Tanto più quest’anno, in occasione del settimo centenario della nascita del Nostro, pullulano convegni, seminari e pubblicazioni che gettano luce su aspetti talora poco studiati dell’opera  boccaccesca. Ne è esempio ulteriore il volume miscellaneo Boccaccio eo- rafo , dedicato, come recita il titolo, a un campo di ricerca non molto bat-tuto ma di sicura attrattiva. Intento dichiarato della raccolta è ricostruire le conoscenze geografiche di Boccaccio, «   cercare le modalità di narrazione che veicolano le sue cono-scenze   » e indagare «   il modo in cui il narratore Boccaccio racconta ‘quegli’ spazi e ‘quei’ viaggi   » (p. 󰀱󰀰). La curatrice del volume, Roberta Morosini, è  Associate Professor of Italian presso il Department of Romance Langua-ges della Wake Forest University. La raccolta, inclusa l’introduzione, pre-senta al suo interno dieci contributi di studiosi italiani e stranieri, operanti in Italia (Cantile, Greppi, Marcozzi, Gattai, Di Cesare), Francia (Bérard) e Stati Uniti (Smarr, Cachey, Morosini)   : la sapiente mescolanza di geografi, storici e letterati costituisce senza dubbio uno dei maggiori punti di forza del volume.L’introduzione della curatrice (pp. 󰀹-󰀳󰀸) mostra l’ampia panoramica che fa da sfondo all’argomento principale. Vengono ricostruite, in una prima parte, le coordinate del sapere geografico dal xii  al xiv  secolo   ; da p. 󰀲󰀱 si entra nel vivo della questione, focalizzando l’attenzione sulla formazione geografica del Certaldese e sulla sua produzione. Sarebbe stato utile, forse, ordinare per tappe almeno l’evolversi del sapere geografico antecedente al xiv  secolo e dare poi spazio, gradualmente, all’esperienza boccaccesca.  Ad ogni modo, il saggio della Morosini si rivela utile preludio al ‘mon-do geografico’ di Boccaccio che viene ufficialmente aperto dal contribu-to  Fantasia e misura nella imago mundi : note sull’eredità cartorafica e sulla   Recensioni  239 rappresentazione dell’ecumene nel basso Medioevo  del geografo Andrea Can-tile (pp. 󰀳󰀹-􀀵󰀲). Cantile (che figura anche come collaboratore alla curatela del volume) ricostruisce in maniera nitida l’imao mundi medievale, descri-vendone i «   cinque diversi tipi di descrizione del mondo   » (p. 􀀴󰀰)   : i modelli cosmografici (la produzione dei mappamondi T-O), le mappae mundi , gli itineraria picta , i portolani e le carte nautiche. Il Medioevo, conclude l’au-tore, non produce carte né realistiche né di utilità pratica, bensì «   carte di riflessione, (…) filosofiche, documenti capaci di compendiare conoscenza e credo religioso   » (p. 􀀵󰀲). Dopo questa ricostruzione storica, il lettore è immediatamente immer-so – senza una tappa mediana – nel vivo dei testi boccacceschi   : viene pre-sentato il contributo Il iardino di Fiammetta. Una quête  amorosa sulle sponde del Mediterraneo  della studiosa francese Claude Cazalé Bérard (pp. 􀀵󰀳-􀀶􀀵). Al centro dell’indagine si situa il ‘giardino delle delizie’ descritto nel  Filocolo e, in conclusione, nel  Decameron  – elemento, il giardino, di notoria im-portanza in entrambe le opere. Dell’ hortus conclusus  boccacciano l’autrice evidenzia la «   funzione ideologica   » (p. 􀀵󰀸) e il ruolo di «   teatro della prova iniziatica   » (p. 􀀶󰀰). «   L’attraversamento della prova – inoltre – simboleggiata nella creazione del ‘giardino delle meraviglie’   » (p. 􀀶􀀴) contrassegnerà an-che la novella x , 􀀵 del  Decameron , di cui la Bérard procura al termine del contributo una convincente analisi. Il sapere eorafico di Boccaccio tra tradizione e innovazione: l’ Imago mundi  di Paolino Veneto e Pietro Visconte  firmato da Michelina Di Cesare (pp. 􀀶󰀷-󰀸󰀷) proietta il lettore in una situazione a monte e antecedente al saggio della Bérard. Oggetto dell’indagine è il confronto puntuale tra le leggende delle  Mappemundi di Pietro Vesconte contenute nel Pal. lat. 󰀱󰀳􀀶󰀲 a  e il Compendium di Paolino Veneto nel Fr. lat. 􀀴󰀹󰀳󰀹, consultato, questo, da Boccaccio   : Di Ce-sare mostra in maniera analitica (pp. 󰀷􀀴-󰀸􀀶) come i due testi provengano indipendentemente da una fonte comune. La domanda che fa da sfondo all’indagine è la seguente   : a chi appartiene la paternità del nuovo modello di mappa mundi  (p. 󰀷󰀲)   ? La (convincente) argomentazione dell’autrice porta a vedere nel Vesconte il primo a «   infrangere la cristallizzazione della geo-grafia teologico-simbolica e a creare il nuovo modello cartografico   » e nel Veneto uno studioso «   in bilico tra radicamento nella tradizione e apertura alla novità   » (p. 󰀸󰀷). L’utilità del contributo all’interno della raccolta si rivela complessivamente duplice, giacché da un lato inquadra alcuni avvenimen-ti cruciali nell’evoluzione del sapere geografico del xiv  secolo, dall’altro contribuisce alla ricostruzione della formazione ‘geografica’ del Nostro. Originale e di grande interesse è la tesi del geografo Claudio Greppi in Il dizionario eorafico di Boccaccio. Luohi e paesagi nel De montibus (pp. 󰀸󰀹-󰀱󰀰󰀲). Greppi, dopo lo studio filologico-letterario di Pastore Stocchi, pro-   Recensioni 240 pone del  De montibus  un’analisi di tipo geografico, cercando di «   ricostru-ire il quadro generale che si ricava dal montaggio dell’insieme di nomi e localizzazioni   » (p. 󰀹󰀳). Se l’ultima sezione dell’opera, incentrata sui mari, riprende opere geografiche contemporanee (p. 󰀹􀀵), la disposizione delle terre emerse – osserva l’autore – può essere ricavata dalla Chororaphia di Pomponio Mela. Soprattutto, il mare – ed è questo l’apporto più srcina-le del contributo – si può configurare come la «   chiave di lettura di tutta l’opera   » (p. 󰀹󰀷), perché bacino cui affluiscono tutti i corsi d’acqua descritti nell’opera stessa (fonti, fiumi, laghi, paludi ecc.). Il saggio di Greppi mo-stra (tra le altre cose) non solo la conoscenza, ma anche la consapevole rielaborazione di un’opera come la Chororaphia da parte di Boccaccio, ri-spondendo quindi a uno degli obiettivi dichiarati nell’introduzione   : quello secondo cui occorre «   cercare le modalità di narrazione che veicolano le conoscenze   » del Nostro (p. 󰀱󰀰). Utile – e quanto mai necessario – è lo studio sulla ricezione del mondo greco nella cultura fiorentina trecentesca (che abbonda in note e riferimen-ti bibliografici) offerto da Nicolò Budini Gattai in  La percezione del mondo  reco del xiv   secolo tra incomprensioni culturali e topoi  letterari  (pp. 󰀱󰀰󰀳-󰀱󰀳󰀱).  Al centro dell’analisi si collocano gli stereotipi riguardanti il popolo greco, visti da due personalità d’eccezione come Boccaccio e Niccolò Acciaio-li   ; stereotipi che, come mostra l’autore (anche) attraverso brani di Bru-netto Latini, Dante, Petrarca ecc., sono spesso frutto di topoi letterari (p. 󰀱󰀰󰀹 e soprattutto pp. 󰀱󰀲󰀱-󰀱󰀳󰀱). Quantunque sia sempre necessaria una certa prudenza, è inoltre interessante l’identificazione del castello di  Alatiel con quello ubicato nell’attuale Killini, sulla costa occidentale del Peloponneso: identificazione probabile, alla luce dei viaggi dell’Acciaioli di cui Boccaccio era a conoscenza. Di grande interesse si rivela, dunque, la rielaborazione narrativa del Certaldese che da una parte «   descrive in maniera piuttosto precisa i luoghi frequentati da Niccolò Acciaioli   », e dall’altra descrive il po-polo greco con i «   topoi tipici della cultura del suo tempo   » (p. 󰀱󰀳󰀱).Di taglio antropologico è il saggio di Janet Levarie Smarr,  Altre razze ed altri spazi nel Decameron (pp. 󰀱󰀳󰀳-󰀱􀀵󰀸), che pone al centro del proprio interesse il rapporto con persone e luoghi non cristiani nel  Decameron . Do-po aver indagato i casi dei «   non-cristiani in Occidente   », dei «   non-cristiani nell’Est   » e dei «   cristiani nell’Est   », la studiosa si focalizza sul popolo musul-mano, perché, a differenza di quello ebraico, «   geograficamente identifica- bile   » (p. 󰀱󰀳􀀴). Ne emerge, da parte di Boccaccio, un atteggiamento talora ambiguo   : come studioso, un tradizionale disprezzo   ; come narratore, una considerazione (anche) come «   luogo di giustizia, liberalità e onore   » (p. 󰀱􀀵󰀸). Più che sulla geografia ‘fisica’, dunque, il contributo della Smarr sem- bra incentrarsi su una geografia ‘mentale’, attraverso cui si rivela proficua   Recensioni  241 l’analisi degli sguardi multiformi con cui Boccaccio guarda al musulmano come ‘altro-da-sé’.Luca Marcozzi, in  Raccontare il viagio   : tra Itineraria Ultramarina  e dimen-sione dell’immainario  (pp. 󰀱􀀵󰀹-󰀱󰀷󰀷), indaga il modo in cui Boccaccio rielabora le proprie conoscenze geografiche nella sua narrativa. Fin dal  Filocolo , os-serva l’autore, il versante del viaggio nella narrativa boccaccesca privilegia «   un’ottica decisamente realistica, basata sulle pratiche mercantili più che sulla geografia classica o sull’odeporica medievale   » (p. 󰀱􀀶󰀳). Le esatte nota-zioni che regolano la geografia del  Decameron vengono individuate, oltre che nei resoconti orali dei mercanti, negli itineraria ultramarina . Marcozzi mostra grande sicurezza (forse troppa) quando dichiara che, nel comples-so, il  Decameron «   è molto più accurato e concreto dei resoconti di viaggio che pretendono di fornire ragguagli precisi e fededegni sul mondo   » (p. 󰀱󰀷󰀲). La tesi è convincente, ma lo sarebbe stato ancora di più se si fosse allestito un minimo raffronto testuale tra le novelle e i vari testi geografici citati (gli itineraria , i portolani, le pratiche di mercatura ecc.)   ; raffronto testuale che, invece, è presente nella parte finale del contributo, tesa a mostrare l’influenza dei mirabilia e simili inattendibili scritti sul fondo parodico – ed ingannevole – del viaggio ‘straordinario’ di Frate Cipolla. Roberta Morosini è l’autrice del penultimo saggio, dal bel titolo   :  Napoli: spazi rappresentativi  della memoria  (pp. 󰀱󰀷󰀹-󰀲󰀰􀀴). Servendosi della definizio-ne di H. Lefèbvre, lo ‘spazio rappresentativo’ presenta «   lo spazio diretta-mente attraverso immagini e simboli ad esso affiliati, abitanti e utenti   » (p. 󰀱󰀸􀀴). Il contributo analizza dunque gli ‘spazi rappresentativi’ della me-moria biografica e letteraria di Boccaccio, soprattutto nei testi napoletani giovanili. Secondo Morosini, la descrizione della città di Napoli fuggirebbe una rappresentazione realistica, rivelandosi invece una rappresentazione «   strettamente letteraria filtrata attraverso la lettura di Virgilio   » (p. 󰀱󰀹󰀸). L’attenzione al filtro letterario si spiega anche con la rinuncia, da parte di Boccaccio, di servirsi delle leggende di Virgilio mago (di cui era sicura-mente a conoscenza) perché considerate stupide e fantasiose. Boccaccio, dunque, riguardo alla città di Napoli, apparirebbe più come cosmografo che geografo (pp. 󰀲󰀰󰀲-󰀲󰀰󰀳). La tesi sostenuta è interessante   ; e sarebbe auspi-cabile uno studio sistematico della rappresentazione di Napoli all’interno di tutta la produzione boccacciana, chiedendosi se tutte le descrizioni della città si rivelino (o meno) filtrate da quali memorie letterarie. L’ultimo contributo,  Petrarca, Boccaccio e le Isole Fortunate. Lo sguardo antropologico (pp. 󰀲󰀰􀀵-󰀲󰀲󰀸) firmato da Theodore Cachey, è tra i più srci-nali della raccolta. Cachey incentra l’indagine sull’incontro con gli indigeni delle Isole Canarie, (o «   Fortunate   »), descritto in un passo del  De vita solita-ria di Petrarca e nel  De Canaria di Boccaccio . L’analisi dei due passi – i cui   Recensioni 242 incontri descritti sono entrambi «   paradigmatici   » (p. 󰀲󰀲󰀸) – porta Cachey a formulare delle considerazioni di indubbio interesse. Se lo sguardo antro-pologico del Petrarca – osserva lo studioso – «   è condizionato dal discorso imperialistico di evangelizzazione e conquista che si andava sviluppando in quel periodo alla corte di Clemente VI, la rappresentazione dell’ altro effet-tuata dal Boccaccio emerge da una cultura ibrida, umanista e mercantile» (p. 󰀲󰀲􀀶). In precedenza Pastore Stocchi, separando il testo dall’ottica mer-cantile, rilevava un avvicinamento del  De Canaria al mito classico del ‘buon selvaggio’. Secondo Cachey, invece, Boccaccio mostrerebbe nei confronti degli indigeni un atteggiamento positivo perché «   la sua rappresentazione dell’ incontro riflette una visione dell’ altro ispirata da una prospettiva mer-cantile   » (p 󰀲󰀲􀀶). Tuttavia sia il  De vita solitaria sia il  De Canaria , pur nelle loro differenze, anticipano le successive trattazioni incentrate sull’incontro con l’ altro e mostrano come sia sempre «   il soggetto europeo – conclude l’autore – a proiettare la propria sembianza sull’ altro   » (p. 󰀲󰀲󰀸). Le pp. 󰀲󰀳󰀳-󰀲􀀶􀀴 ospitano numerose e apprezzabili tavole a colori, cui i sag-gi si riferiscono, ma – occorre rilevare – non rimandano. Dispiace, infatti, che sotto le immagini non ci sia alcun richiamo diretto ai contributi del volume. La mancanza di un sistema di numerazione, pertanto, obbliga il lettore a individuare autonomamente le illustrazioni cui si fa riferimento nel corso della lettura.Chiude la raccolta un indice dei luoghi – necessario, in un’opera di studi geografico-letterari. Dispiace invece l’assenza di un indice dei nomi, pari-menti necessario, dati i continui riferimenti a personaggi spesso poco noti ma di grande interesse per la comprensione dei problemi discussi. In Boccaccio eorafo , complessivamente, sarebbe stata forse più efficace una diversa sistematizzazione della materia trattata. Per ‘accompagnare’ il lettore e facilitarne il viaggio, sarebbe stato opportuno ordinare i saggi secondo il loro contenuto principale, rivolgendo l’attenzione anche alla cronologia delle opere boccacciane   : partire, ad esempio, dalla ricostruzio-ne del sapere geografico dall’antichità al xiv  secolo e la formazione del Boccaccio ‘geografo’ (dunque i contributi di Cantile, Gattai, Di Cesare), per attraversare la rielaborazione boccaccesca del sapere geografico (e, dunque, i contributi di Morosini, Bérard e Marcozzi, incentrati prevalen-temente sulla rielaborazione geografica nelle opere giovanili e nel  Decame-ron   ; Smarr nel  Decameron   ; Cachey nel  De Canaria   ; Greppi nel  De Montibus ). Ovviamente i contributi non si focalizzano su di un solo aspetto   : spesso propongono ricostruzioni storiche ulteriori, aggiungono dettagli interes-santi su altre questioni   ; non sarebbe lecito – e non vi è l’intenzione – di proporre una schematizzazione netta e artificiale della materia trattata. Nondimeno, un ordine come quello ipotizzato (basato sui contenuti prin-
Recommended
View more...
We Need Your Support
Thank you for visiting our website and your interest in our free products and services. We are nonprofit website to share and download documents. To the running of this website, we need your help to support us.

Thanks to everyone for your continued support.

No, Thanks
SAVE OUR EARTH

We need your sign to support Project to invent "SMART AND CONTROLLABLE REFLECTIVE BALLOONS" to cover the Sun and Save Our Earth.

More details...

Sign Now!

We are very appreciated for your Prompt Action!

x