Su due chiese poco note dell'estremo suburbio orientale di Roma: San Gennaro, Santi Nicandro, Eleuterio e Andrea

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Su due chiese poco note dell'estremo suburbio orientale di Roma: San Gennaro, Santi Nicandro, Eleuterio e Andrea
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                 pag.»»»»»»»»»RICERCHEE. D󰁥󰁳󰁴󰁥󰁦󰁡󰁮󰁩󰁳, ...quandam curtem Bremedo...:  prime considerazioni sugli antefatti del monastero di S. Pietro di Breme (PV)  ........................................................V. C󰁨󰁩󰁡󰁲󰁡󰁬󰁵󰁣󰁥, Il teatro romano e la cinta muraria altomedievale di Todi. Una rilettura alla luce delle nuove acquisizioni ....................................................................G. F󰁡󰁵󰁳󰁴󰁩󰁮󰁩, La chiesa di San Silvestro presso Fornole: un caso di recupero dell’altura nel medioevo ...............................................................................................D. N󰁵󰁺󰁺󰁯 -M.R. D󰁥󰁰󰁡󰁬󰁯 - S. A󰁩󰁲󰃲,  Archeologia urbana nella “Cittadella nicolaia-na” di Bari. Nuovi dati dal riesame delle indagini degli anni Ottanta nell’area del  pretorio bizantino . ......................................................................................M. V󰁯󰁬󰁴󰁡󰁧󰁧󰁩󰁯,Hagia Polis Hierosolyma.  Birth and Development of Jerusalem Christian Topography ...................................................................................IL DUCATO DI SPOLETOC. A󰁮󰁧󰁥󰁬󰁥󰁬󰁬󰁩 - S. B󰁵󰁯󰁮󰁡󰁧󰁵󰁲󰁯 - S. Z󰁡󰁭󰁰󰁯󰁬󰁩󰁮󰁩 F󰁡󰁵󰁳󰁴󰁩󰁮󰁩,  Archeologia urbana a Spoleto. Lo scavo di Palazzo Pianciani .................................................... NOTE E DISCUSSIONIA. A󰁤󰁲󰁩󰁡󰁮, Le chancel de Saint-Pierre-aux-Nonnains à Metz: étude et restauration  ....M.L. C󰁡󰁳󰁡󰁴󰁩, Frammenti altomedievali dalla chiesa di San Fedele nelle collezioni civi-che di Como .. ............................................................................................D. A󰁮󰁥󰁤󰁤󰁡, La collezione Carrand al Museo del Bargello: le placchette eburnee della Sala Islamica  .............................................................................................D. S󰁴󰁩󰁡󰁦󰁦󰁩󰁮󰁩, Le recenti scoperte archeologiche di Pisa e i ri󿬂essi sullo studio diacronico dei manufatti vitrei in uso durante il medioevo  ................................................ INDICE 󰀱󰀱󰀵󰀵󰀱󰀷󰀹󰀱󰀰󰀷󰀱󰀲󰀵󰀱󰀴󰀷󰀱󰀵󰀵󰀱󰀷󰀳󰀱󰀸󰀷  P. G󰁵󰁥󰁲󰁲󰁩󰁮󰁩, Le iscrizioni del Tetramorfo di Foce (Amelia - TR). Addenda  alle IMAI, II, Umbria – Terni...................................................................................M. Z󰁥󰁧󰁲󰁥󰁴󰁴󰁩, Su due chiese poco note dell’estremo suburbio orientale di Roma: San Gennaro, Santi Nicandro, Eleuterio e Andrea ............................................. RECENSIONI Dal cantiere dei Ss. Quattro Coronati a Roma. Note di storia e restauro per Giovanni Carbonara , a cura di L󰁩󰁡 B󰁡󰁲󰁥󰁬󰁬󰁩 e R󰁡󰁦󰁦󰁡󰁥󰁬󰁥 P󰁵󰁧󰁬󰁩󰁥󰁳󰁥, Roma, 󰀲󰀰󰀱󰀲 (L. Ermini Pani), p. 󰀲󰀱󰀹; Paesaggi, comunità, villaggi medievali  . Atti del Convegno internazionale di studio (Bologna, 󰀱󰀴-󰀱󰀶 gennaio 󰀲󰀰󰀱󰀰), a cura di P. G󰁡󰁬󰁥󰁴󰁴󰁩, Spoleto, 󰀲󰀰󰀱󰀲 (L. Ermini Pani), p. 󰀲󰀲󰀴; I󰁶󰁡󰁮 R󰁡󰁩󰁮󰁩󰁮󰁩,  Antiqua spolia. Reimpieghi di epoca romana nell’architettura sacra medievale del Maceratese  , Macerata, 󰀲󰀰󰀱󰀱 (P. Pensabene), p. 󰀲󰀲󰀷. RASSEGNA ................................................................................................ A cura di G.M. A󰁮󰁮󰁯󰁳󰁣󰁩󰁡 (ceramica), O. B󰁵󰁣󰁡󰁲󰁥󰁬󰁬󰁩 (epigra󿬁a), P. G󰁵󰁥󰁲󰁲󰁩󰁮󰁩 (metalli), M.C. S󰁯󰁭-󰁭󰁡,F. R. S󰁴󰁡󰁳󰁯󰁬󰁬󰁡.La rassegna di Archeologia e Moneta è a cura di E. A. A󰁲󰁳󰁬󰁡󰁮 ABSTRACT ...............................................................................................pag.»»»󰀱󰀹󰀷󰀲󰀰󰀹󰀲󰀳󰀱󰀲󰀸󰀳 󰁩󰁮󰁤󰁩󰁣󰁥 VI  Su due chiese poco note dell’estremo suburbio orientale di Roma: San Gennaro, Santi Nicandro, Eleuterio e Andrea Nel corso di una ricerca condotta sulla topogra󿬁a cristiana del suburbio romano, nella fascia com-presa tra il III e l’VIII miglio, sono emerse alcune novità relative a due chiese paleocristiane poco cono-sciute, che è sembrato utile presentare in questa sede * .󰀱. S. G󰁥󰁮󰁮󰁡󰁲󰁯 󰁳󰁵󰁬󰁬󰁡 󰁶󰁩󰁡 P󰁲󰁥󰁮󰁥󰁳󰁴󰁩󰁮󰁡La prima notizia che ricorda l’esistenza di una chiesa dedicata a San Gennaro sulla via Prenestina è contenuta in un passo dei Dialogi  di Gregorio Magno in cui si raccontano le vicende legate alla sepoltura di un certo Cumquodeus , un avvocato romano 󰀱 . Alla morte dell’uomo si decise di seppellirlo « apud beatum Ianuarium martyrem »ma, a coloro che si occupavano delle sue esequie, il luogo sembrò troppo lontano; pertanto si provvide ad inumare la salma in una chiesa più vicina, posta sulla via Appia, la chiesa di S. Sisto 󰀲 . Non siamo certi che il Gennaro cui era dedicata fosse il noto vescovo di Benevento, venerato a Napoli 󰀳 ; il titolare potrebbe infatti anche identi󿬁carsi con il martire romano, compagno di martirio di Sisto II, altrettanto noto, sepolto nel cimitero di Pretestato 󰀴 .Il passo, non permette di collocare topogra󿬁camente con certezza la chiesa; esso ci informa almeno che l’edi󿬁cio doveva trovarsi in una posizione sicuramente non vicina alla città. Sembra che, allo stato attuale degli studi, nessun’altra fonte ricordi questa fondazione.Nel 󰀱󰀹󰀶󰀹, all’altezza del km 󰀱󰀲,󰀸 della via Prenestina, a Sud della strada, durante la realizzazione di alcuni lavori su un tratto dell’Acqua Marcia, vennero alla luce alcuni tronchi di colonne di granito grigio e altri frammenti antichi in marmo 󰀵 . Questo luogo, secondo Lorenzo Quilici, corrisponderebbe al sito indicato in una carta del Fabretti con la didascalia « rudera ecclesiae  » 󰀶  sito che, a sua volta, per Jean Coste, coinciderebbe con quello in cui, in una carta del XVII secolo,è posizionata un’anticaglia tonda 󰀷  . * Questo contributo è il risultato della rielaborazione di una parte della ricerca condotta per la tesi di Specializzazione in Ar-cheologia Medievale presso L’Università degli Studi La Sapienza di Roma (AA. 󰀲󰀰󰀱󰀰-󰀲󰀰󰀱󰀱), dal titolo Chiese paleocristiane del suburbio romano “più estremo”, caratteri e funzioni  , sotto l’attenta guida della Prof.ssa Francesca Romana Stasolla, cui vanno i miei più sentiti rin-graziamenti per la cordiale disponibilità ed il continuo confronto. Colgo anche l’occasione per ringraziare il Prof. Vincenzo Fiocchi Nicolai al quale sono grata per il costante supporto scienti󿬁co e per i continui consigli.󰀱. Greg . Dial.  IV, 󰀲󰀷 = Dialogi   a cura di A. S󰁴󰁥󰁮󰁤󰁡󰁲󰁤󰁩, in Opere di Gregorio Magno , I-IV, Roma, 󰀲󰀰󰀰󰀰, pp. 󰀳󰀷󰀵-󰀳󰀸󰀱: «Cumque post modicum, ingrauescente molestia, esset defunctus, deliberatum fuerat ut apud beatum Ianuarium martyrem Praenestina uia eius corpus poni debuisset. Sed quia longum hoc his qui funus eius cerauerant uisum est, repente orto consilio exeuntes cum eius funere per uiam Appiam».󰀲. Sulla chiesa di S. Sisto si veda L. S󰁰󰁥󰁲󰁡, Luoghi del martirio di papa Sisto II sulla via Appia , in Rendiconti della Ponti󿬁cia Accademia di  Archeologia,  󰀷󰀳 (󰀲󰀰󰀰󰀰-󰀲󰀰󰀰󰀱), 󰀲󰀰󰀰󰀲, pp. 󰀱󰀰󰀱-󰀱󰀲󰀸; L. S󰁰󰁥󰁲󰁡, s.v. S. Sixti ecclesia , oratorium , in Lexicon Topographicum Urbis Romae – Suburbium ,a cura di A. L󰁡 R󰁥󰁧󰁩󰁮󰁡 - V. F󰁩󰁯󰁣󰁣󰁨󰁩 N󰁩󰁣󰁯󰁬󰁡󰁩 - M. G. G󰁲󰁡󰁮󰁩󰁮󰁯 C󰁥󰁣󰁥󰁲󰁥 - Z. M󰁡󰁲󰁩, V, Roma, 󰀲󰀰󰀰󰀸, pp.󰀹󰀰-󰀹󰀲.󰀳. D. A󰁭󰁢󰁲󰁡󰁳󰁩, s.v. Gennaro , in Bibliotheca Sanctorum, VI, Roma, 󰀱󰀹󰀶󰀵, cc. 󰀱󰀳󰀵-󰀱󰀵󰀱.󰀴. F. C󰁡󰁲󰁡󰁦󰁦󰁡, s.v. Felicissimo, Agapito, Gennaro , Magno, Vincenzo e Stefano , in Bibliotheca Sanctorum, V, Roma, 󰀱󰀹󰀶󰀴, cc. 󰀶󰀰󰀲-󰀶󰀰󰀳.󰀵. La notizia è riportata in L.Q󰁵󰁩󰁬󰁩󰁣󰁩, Collatia, Forma Italiae, Regio I  , X, Roma, 󰀱󰀹󰀷󰀴, pp. 󰀳󰀳󰀹-󰀳󰀴󰀰. Si tratta di colonne dal diametro di 󰀳󰀴 cm, 󰀴󰀰 cm al collarino ed una lunghezza di 󰀷󰀰,󰀱󰀱󰀰,󰀱󰀲󰀰 cm; fra i materiali, è stato rinvenuto anche un frammento di marmo bianco lunense di 󰀱󰀲󰀵 x 󰀳󰀰 cm di lunghezza e di spessore e molti basoli di selce.󰀶. R.F󰁡󰁢󰁲󰁥󰁴󰁴󰁩, De acquis et acquaeductibus veteris Romae dissertationes tres , Romae, 󰀱󰀷󰀸󰀸, tav.󰀱; si veda inoltre, Q󰁵󰁩󰁬󰁩󰁣󰁩 󰀱󰀹󰀷󰀴 (nota 󰀵), pp. 󰀳󰀳󰀹-󰀳󰀴󰀰. 󰀷. J. C󰁯󰁳󰁴󰁥, Ricerca dei bolli laterizi in una zona dell’Agro Romani, Torre Angela , in Rendiconti della Ponti󿬁cia Accademia Romana di Arche-ologia , XLIII (󰀱󰀹󰀷󰀰-󰀱󰀹󰀷󰀱), p. 󰀷󰀸. Si tratta della Carta di un Anonimo del secondo quarto del XVII secolo edita in A.P. F󰁲󰁵󰁴󰁡󰁺, Le carte  󰁭󰁡󰁲󰁩󰁡󰁬󰁵󰁩󰁳󰁡 󰁺󰁥󰁧󰁲󰁥󰁴󰁴󰁩󰀲󰀱󰀰Informazioni più dettagliate sulla presenza di rovine in questo medesimo tratto della via sono con-tenute in un passo della Storia di Palestrina  di L. Cecconi 󰀸 . Dopo aver descritto il noto sito della Villa dei Gordiani, l’autore illustra attentamente la via Prenestina, annotando con precisione le successive tenute allora gravitanti sulla strada e le miglia che le separavano. È un passo importante che ci permette di ri-costruire il tratto della via dal III 󿬁no al IX miglio circa. Distante due miglia dalla già ricordata Villa dei Gordiani, il Cecconi colloca un «edi󿬁cio detto volgarmente Casa Rossa, la struttura del quale mostra essere stato un Tempio» 󰀹 . Avanzando per tre miglia, ricorda a destra un luogo chiamato «Torre Angeli, nelle cui vicinanze si scoprì, non ha molto, una superba cassa Sepolcrale e vi si veggono le ruine di una Chiesa, che forse è quella di San Gennaro rammemorata da San Gregorio» 󰀱󰀰 . Considerando che la Villa dei Gordiani si trova, com’è noto, al III miglio della via, ne deriva che la località Casa Rossa, che compa-re anche nella carta del Fabretti, è da collocare al V miglio e che, la località Torre Angeli, vicino alla quale si scorgevano ancora i resti di una chiesa, si trovava tre miglia dopo, e quindi, all’VIII miglio. Il quadro della topogra󿬁a dell’area nel XVIII secolo si completa con la citazione, da parte del Cecconi, della tenuta Salone  , presente nella carta del Fabretti e ricordata dallo storico per essere la sorgente dell’Acqua Ver-gine 󰀱󰀱 ; più avanti, lo studioso ricorda ancora «uno stupendo antico Ponte chiamato volgarmente Ponte Nono», distante dal sito precedente un miglio 󰀱󰀲 .Un miglio prima del Pons ad Nonum , che, com’è noto, si trova circa al IX miglio della via (oggi Ponte di Nona), esistevano quindi i resti di una chiesa, attribuiti dal Cecconi a S. Gennaro 󰀱󰀳 .Di questi resti, visti anche dal Fabretti («rudera ecclesiae»)oggi non resta più traccia nell’area. Pertan-to, l’identi󿬁cazione con la chiesa di San Gennaro, proposta dallo studioso che si è occupato della storia di Palestrina, non può essere suffragata da testimonianze archeologiche. È comunque interessante notare che la distanza di otto-nove miglia dalla città potrebbe ben corrispondere all’indicazione del passo di Gregorio Magno, secondo il quale l’edi󿬁cio si trovava così lontano da Roma da scoraggiare coloro che curarono le esequie di Cumquodeus  dal seppellirlo nella chiesa 󰀱󰀴 .È questo particolare che, fra l’altro, porta ad escludere l’ipotesi, avanzata da A. de Vogüé, che Gregorio Magno abbia potuto confondere la chiesa con quella omonima situata in prossimità della Porta Tibur-tina 󰀱󰀵 .Alla 󿬁ne del 󰀱󰀷󰀰󰀰, “presso la via Prenestina, vicino a Pantano, nel fondo Cesi” 󰀱󰀶 , fu rinvenuto un cippo d’altare la cui iscrizione ricordava l’offerta ex voto  fatta da Flavius Felix , console del 󰀵󰀱󰀱, ad un edi󿬁cio del Lazio , I-II-III, Roma,󰀱󰀹󰀷󰀲, tav. 󰀸󰀶. In effetti, confrontando le due carte, quella del Fabretti e quella segnalata da J. Coste, il luogo sembra essere lo stesso o comunque molto vicino; riteniamo che, con l’espressione ‘anticaglia tonda’ ,  verosimilmente si intendesse un mausoleo rotondo, simile a quelli che conosciamo sulla via Prenestina, come quello detto il  Torrione, vicino alla Porta Maggiore o il più noto di Tor de Schiavi, con il gran tamburo circolare sormontato da una cupola: F. C󰁡󰁲󰁢󰁯󰁮󰁩, Via Prenestina , Roma, 󰀱󰀹󰀹󰀷 (An-tiche strade del Lazio), pp. 󰀲󰀱-󰀳󰀴; per una visione sintetica di tutte le evidenze archeologiche presenti lungo questo tratto della via si rimanda a L. Q󰁵󰁩󰁬󰁩󰁣󰁩, La via Prenestina: i suoi monumenti, i suoi paesaggi  , Roma, 󰀱󰀹󰀶󰀹, pp. 󰀵-󰀹.󰀸. L. C󰁥󰁣󰁣󰁯󰁮󰁩, Storia di Palestrina , Ascoli, 󰀱󰀷󰀵󰀶, p. 󰀱󰀷. Questo passo è segnalato in precedenza da C󰁯󰁳󰁴󰁥 󰀱󰀹󰀷󰀱 (nota 󰀷), p. 󰀷󰀸, ma senza ulteriori approfondimenti.󰀹. C󰁥󰁣󰁣󰁯󰁮󰁩 󰀱󰀷󰀵󰀶 (nota 󰀸), p. 󰀱󰀷.󰀱󰀰. C󰁥󰁣󰁣󰁯󰁮󰁩 󰀱󰀷󰀵󰀶 (nota 󰀸), p. 󰀱󰀷.󰀱󰀱. In realtà il toponimo Salone   indicava una torre ed un insediamento medievale che sorgeva su un colle che si trova al Km 󰀱󰀲,󰀳 della via, di cui oggi non rimane più traccia; si rimanda al contributo di L. Q󰁵󰁩󰁬󰁩󰁣󰁩, La via Prenestina nel suburbio di Roma , in ItaliaNostra , 󰀱󰀰 (󰀱󰀹󰀶󰀷), pp. 󰀲󰀷-󰀳󰀹.󰀱󰀲. C󰁥󰁣󰁣󰁯󰁮󰁩 󰀱󰀷󰀵󰀶 (nota 󰀸), p. 󰀱󰀷.󰀱󰀳. A. Nibby nel suo studio sui dintorni di Roma (A. N󰁩󰁢󰁢󰁹,  Analisi storico–topogra󿬁ca antiquaria della Carta dei dintorni di Roma ,II, Roma,󰀱󰀸󰀴󰀸-󰀱󰀸󰀴󰀹, p.󰀵󰀹󰀰) ha calcolato che il ponte, che diede srcine al nome del fondo, è «otto miglia ed un quarto distante dalla porta Maggiore ossia circa nove dalla porta Esquilina antica»; cfr. pure N.M. N󰁩󰁣󰁯󰁬󰁡󰁩, Memorie, leggi ed osservazioni sulle campagne e sull’annona di Roma , I, Roma, 󰀱󰀸󰀰󰀳, p. 󰀲󰀴󰀰.󰀱󰀴. Si rimanda al passo già citato: Greg . Dial.  IV, 󰀲󰀷 = Dialogi   ed. di A. S󰁴󰁥󰁮󰁤󰁡󰁲󰁤󰁩 (nota 󰀱), pp. 󰀳󰀷󰀵-󰀳󰀸󰀱.󰀱󰀵. In merito all’ipotesi di A. de Vogüé,si veda G󰁲󰁥󰁧󰁯󰁲󰁩󰁩 I P󰁡󰁰󰁡󰁥, Dialogi  ,a cura di A. 󰁤󰁥 V󰁯󰁧󰃼󰃩 Paris, 󰀱󰀹󰀸󰀰 (Sources Chrétiennes, 󰀲󰀶󰀵),nota 󰀳, pp. 󰀸󰀸-󰀸󰀹. Per la chiesa di S. Gennaro sulla via Tiburtina si veda, in sintesi, S. S󰁥󰁲󰁲󰁡, s.v. Ianuarii (beati) ecclesia , in LexiconTopographicum Urbis Romae – Suburbium , a cura di A. L󰁡 R󰁥󰁧󰁩󰁮󰁡- V. F󰁩󰁯󰁣󰁣󰁨󰁩 N󰁩󰁣󰁯󰁬󰁡󰁩- M. G. G󰁲󰁡󰁮󰁩󰁮󰁯 C󰁥󰁣󰁥󰁲󰁥 - Z. M󰁡󰁲󰁩, III, Roma, 󰀲󰀰󰀰󰀵, pp.󰀸󰀳-󰀸󰀴.󰀱󰀶. Dalle recenti veri󿬁che effettuate dal prof. Fiocchi Nicolai, effettivamente il manoscritto NAF   󰀵󰀹󰀷󰀳 del «Fondo Q. Visconti» della Biblioteca Nazionale di Parigi, fol. 󰀳󰀲󰀰 riporta «inventa presso la via Prenestina vicino a Pantano nel fondo Cesi nello scavo del principe Augusto l’anno 󰀱󰀷󰀹󰀴»; il NAF   󰀵󰀹󰀷󰀲, fol.󰀱󰀴󰀱: «[rinvenuta] nello scavo di S.A.R. il principe Augusto d’Inghilterra fuori da Porta Maggiore in una tenuta Cesi»: V. F󰁩󰁯󰁣󰁣󰁨󰁩 N󰁩󰁣󰁯󰁬󰁡󰁩, Su alcuni santuari martiriali di srcine paleocristiana dipendenti dall’abbazia di Grottaferrata , in Rivista di Archeologia Cristiana,  󰀸󰀲 (󰀲󰀰󰀰󰀶), p. 󰀳󰀴󰀱-󰀳󰀴󰀲, nota 󰀶󰀳.
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